Nel corso di quest’anno abbiamo scoperto Apice, un cantautore spezzino originale e malinconico, perfetto per HypFi. Abbiamo già ascoltato Crepe e Lucciole, due suoi singoli, ma ora che è uscito il suo album d’esordio, Beltempo, abbiamo parlato con lui per saperne di più.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Io mi sento piuttosto felice, ma credo di esserlo sempre stato. Siamo fortunati, noi: possiamo ancora concederci il lusso di scrivere cose, registrarle ed essere ascoltati. Si sparisce, ci si annienta, quando non si riesce più a comunicare, quindi credo che per ora posso dirmi piuttosto felice. Secondo me, il disco è più arrabbiato che triste; è stato un anno complesso emotivamente, e quando si scrive con sincerità credo sia normale scavare nelle proprie ferite, a volte anche riaprirle per ricordarti da dove vieni. Serve a conoscersi meglio, e a non raccontare bugie a chi deciderà di dedicarti il tempo di un ascolto.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, BELTEMPO, E PERCHÉ?
Credo sia Inutile, perché nasce dalla sensazione che in Italia stia diventando sempre più difficile fare questo mestiere, nella logica distopica di un pensiero unico che vuole stabilire il valore delle cose in base alla loro pratica utilità. In una società che ritiene inutile il teatro, la musica, la letteratura e la bellezza, credo sia dovere di ognuno di noi reclamare il proprio inalienabile diritto all’inutilità. Inutile diventa così uno sfogo necessario, per ricordarmi che l’arte conta, e che è una cosa molto seria, anche se vogliono farcelo dimenticare.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Credo sia Beltempo. Serve a ricordarmi che sto bene, anche quando non ci credo tanto. E che siamo fortunati ad esserci.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non lo so, è un problema che non mi sono posto, a dire il vero. Però confido nel fatto che in fondo tutti siamo simili, anche nelle nostre più evidenti diversità: a me scrivere queste canzoni ha aiutato tantissimo, e mi ha fatto sentire tanto umano, e meravigliosamente fragile. Non ho l’obbiettivo di salvare nessuno, se non me stesso; ma l’attenzione che questo progetto sta ricevendo mi fa sentire meno solo, e spero possa essere così anche per chi ascolta. Siamo la somma dei nostri dubbi, e sapere che in fondo ci facciamo tutti domande simili ci rende più vicini, più umani, più veri. Serve a ricordarci, e a ricordarmi, che nella trincea della vita non siamo mai soli, e non esistono nemici, ma solo reclute impegnate nella più disperata e naturale delle guerre, quella per la sopravvivenza. Senza perdere umanità.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
A me Pescatore di Bertoli/Mannoia fa piangere a dirotto. Poi ti dico Luci A San Siro di Vecchioni e Giugno ’73 di De André. Ma io ho davvero la lacrima facile…

Ecco Beltempo:

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