Leggendo il suo nome e ascoltando le sue canzoni, si potrebbe pensare che Brian Burgan sia della Cornovaglia. Invece è nato a Napoli e vive in Lombardia, dove produce una musica elettronica piena di influenze ma con una sua singolare originalità, cupa e introversa. Ora che è uscito il suo album Obey to Black, abbiamo parlato con lui per conoscere meglio la sua musica e i suoi gusti.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Ho fatto musica triste in un periodo poco felice, ora invece sto facendo musica felice in un periodo poco triste. Devo ammettere che quando sono triste mi sento più stimolato a creare cose, forse perché quando sono felice tendo a godermi il momento. Poi, diciamocela tutta, spesso è più facile accorgersi di essere tristi che felici.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, OBEY TO BLACK, E PERCHÉ?
Box of Memories, è l’apertura di quella scatola nascosta in fondo all’armadio dove dentro teniamo conservati al riparo da altri, e da noi stessi, tutti gli oggetti, i biglietti, le lettere e i ricordi di vite passate.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Are the Stars Dying?: ci si domanda se le stelle stiano morendo. Ma intanto viene spontaneo alzare la testa per ricordarsi che sono ancora vive e brillano. Così riprendiamo coscienza di passare al meglio il tempo che ci resta in loro compagnia.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Spero, regalando emozioni. Anche la tristezza di un ricordo può rendere felici.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Morning Hollow di Sparklehorse: tra tutte le sue meravigliose canzoni questa è quella che più mi tocca. Anche solo leggendo il testo, bastano poche righe e ho già gli occhi lucidi. Sono molte le interpretazioni che si possono dare, io preferisco quella semplice: il ricordo e l’amore del proprio cane che non c’è più. “She don’t get up when I come into the room / She don’t run through the fields anymore”.
#3 di Aphex Twin: può essere musica estremamente rilassante o incredibilmente triste a seconda dell’umore con il quale si preme play.
Shell of Light di Burial. Non sembrerebbe una canzone triste, ma sul finale la voce campionata di Ernie Halter recita “God, can you please hurry and find me? / I wasn’t sure if we could be friends”. Poesia.

Ecco Obey to Black:

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