Fabrizio Cammarata è un cantautore palermitano, che negli anni 2000 ha calcato palchi importanti con i The Second Grace, prima di iniziare una carriera solista che l’ha visto pubblicare Lights a marzo 2019, un album che parte da una base folk integrando tastiere e synth e arrivando fino alla tradizione iberica del flamenco. Ne abbiamo parlato con lui per scoprire meglio la sua musica.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Sono una persona molto solare nella vita di tutti i giorni, e se scrivo per lo più cose malinconiche (non le definirei “tristi”) è perché quando sono felice – se ci sono onde – vado a fare surf, altrimenti esco con gli amici.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO NUOVO ALBUM, LIGHTS? E PERCHÉ?
Non riesco a pensare a una qualsiasi delle mie canzoni che sia nata triste nel momento della sua scrittura, perché in ogni cosa che scrivo, anche in quella apparentemente più “oscura” c’è sempre un velato ottimismo, che poi è la fonte di energia più efficace che ho dentro. Non riesco a scrivere cose che siano puramente tristi. Però alcune mie canzoni lo sono diventate perché in un secondo momento è venuto meno proprio il motivo di quell’ottimismo. Forse My Guitar At 4 a.m. è quella più “triste” in questo senso.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Forse KV, perché pur parlando di tradimento e di un amore finito teorizza il sesso come linguaggio per ritornare a essere felice.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Per quell’ottimismo permanente di cui parlavo prima. E poi credo moltissimo nell’effetto catartico della musica… In questo senso una canzone nata da una mia ferita d’amore spero che aiuti ad alleviare le pene di chi la ascolta, strappare un sorriso e magari dare quello slancio che ti porta a scendere in strada a correre con le cuffiette sparate al massimo, in una “quasi-felicità” che mi sembra più interessante della felicità propriamente detta.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Boots Of Spanish Leather di Bob Dylan, Strange Fruit di Billie Holiday e Las Simples Cosas di Chavela Vargas.

Ecco Lights:

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