Vicini di caos è il nuovo EP dei Maldimarte, il nuovo progetto di Vincenzo Genuardi e Domenico Mistretta che con uno sguardo malinconico e sognante raccontano storie di caos quotidiano con il loro power pop. Ne abbiamo parlato con loro.

QUANTO VI SENTITE HYPFI? CIOÈ, FATE MUSICA TRISTE MA SIETE PERSONE FELICI?
Sufficientemente. Cerchiamo di bilanciare le due emozioni con arbitrio. Non è poi cosi difficile essere certi della propria tristezza, è un modo pragmatico per instaurare rapporto con la migliore delle muse ispiratrici. Il malumore è tangibile, la felicità incostante e quasi sempre coniugata al passato, impalpabile. Maldimarte palesa un sentimento di dissenso, insofferenza reattiva che non si rassegna alla felicità immotivata.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL VOSTRO EP, VICINI DI CAOS, E PERCHE?
Tra tutte forse Pirenei è la migliore candidata, gli amori scoppiati sono garanzia di afflizione.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
Respirerò non è sicuramente un brano che si può classificare come felice, ma dopo aver riflettuto sulla situazione socio-culturale e ambientale, ci lascia con l’idea meravigliosa che il pianeta sopravviverà e prospererà anche senza il genere umano.

IN CHE MODO LA VOSTRA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Suonandola ai falò, o a volume sostenuto in macchina mentre si rientra all’alba dopo una notte in spiaggia.
Sconsigliamo l’ascolto in ascensori e sale d’aspetto.

QUALI SONO LE VOSTRE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Vedrai Vedrai di Luigi Tenco, Mambo di Lucio Dalla e Firenze di Ivan Graziani.

Ecco Vicini di caos:

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