Limes Limen è l’EP d’esordio di Roberta Russo, in arte Kyoto, cantautrice, batterista, producer e performer classe 1996, cresciuta fra Monza e Bari. Kyoto fonde la tecnica del beatbox con un’elettronica scura e cinematica, intonando e declamando parole in maniera frenetica, irriverente, dissacrante, che arrivano dritto allo stomaco e alla testa, su pattern musicali ripetitivi, martellanti, che uniscono l’elettronica moderna a elementi tipici della tradizione, come quella pugliese che la rappresenta. Ne abbiamo parlato con lei.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Faccio musica triste e sono una persona triste, per niente serena.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP, LIMES LIMEN, E PERCHÉ?
Buco, perché è molto personale rispetto alle altre e tratta di un tema a me purtroppo molto “caro”: la depressione.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
Ahahah non credo che ci siano canzoni felici, però quella che forse lascia intravedere più luce è Mishima: nonostante si parli di un personaggio che si è tolto la vita, egli l’ha fatto per la sua libertà ed è proprio quest’ultima il centro del brano.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non credo possa rendere felice, però sicuramente può far riflettere (almeno quello è l’obiettivo).

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Domanda difficile, forse Idioteque dei Radiohead, Nuit di Iosonouncane e Triste come me di Franco Battiato.

Ecco Limes Limen:

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