Gli iBerlino sono un collettivo indipendente nato a Bologna e guidato da Mirko Di Francescantonio e Fabio Pulcini, con un sound che fonde cantautorato, trip hop, folk ed elettronica. Canzoni di fine estate, il loro quinto album, raccoglie dodici brani scritti in sei anni tra cronaca, folklore e vicende personali, dal terremoto dell’Aquila alla partigiana Flora Monti, passando per Riace e un lutto familiare. Un disco sulla fine di uno spirito e di una stagione più adolescente, ma anche sul bisogno di raccontare storie vere, proprie o altrui.
Insieme al loro singolo, sono gli stessi iBerlino a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo Canzoni di fine estate.
Madredeus – O Mar
Dal disco O espìrito da paz. Non può mancare un fado nelle canzoni tristi. Queste atmosfere e queste chitarre hanno ispirato la nostra ondeggiante La barca di San Vito (canzone di fine estate).
Sigur Ros – Untitled 1
Loro per me sono i Madredeus del Nord Europa. Una roba da prendere a piccole dosi. Amo questa band, ma non la puoi ascoltare sempre. Scavano troppo a fondo, troppo, proprio come i Madredeus.
Fun Lovin’ Criminals – We Are All Very Worried About You
Una tristezza riflessiva da strada, underground. Ottimo per buttarsi da un ponte con la ferrovia sotto.
George Michael – You Have Been Loved
Michael non potè recarsi alla lapide del suo amato, morto di AIDS, per poterlo piangere, per non attirare la stampa. All’epoca non aveva fatto ancora outing, come se ce ne fosse davvero bisogno, in questo mondo che retrocede ogni giorno di più. Scrisse questo epitaffio micidiale insieme a Jesus to a Child, sempre in Older. Elton John disse del collega che il timbro di voce di un cantante è forgiato dalla sua sofferenza. Qui la sentiamo bene, una voce ormai lontana dai tempi degli WHAM!
Nick Cave & The Bad Seeds – Bright Horses
E’ il brano che ascoltavo mentre tenevo per mano mio padre nei suoi ultimi giorni di vita. Quando il fato fu compiuto lessi solo allora il testo: “E io sono al tuo fianco, ti tengo per mano / Cavalli lucenti di meraviglia sgorgano dalla tua stretta”. Piango tutt’ora quando la ascolto, è una boccetta di profumo che quando la apro mi riporta in quella stanza.
Bellissima anche la versione strumentale nel film Blonde.
U2 – MLK
E’ il brano che ascoltai il giorno che seppellirono il mio migliore amico. Quando lo ascolto sento ancora l’odore dei cipressi del cimitero di quel giorno. La musica trattiene, non lascia andare via nessuno nel fiume del tempo. La musica è il telefono per parlare con uno spirito.
Lankum – Go Dig My Grave
Per me loro sono la rivelazione della nuova Irlanda. Che voce Radie Peat e che brava e suggestiva la band. Un folk dark e scuro.
Queen – Mother Love
Un uomo sul punto di morte, in stato terminale, canta questa canzone senza riuscire a finire l’ultima strofa. Ricordo che una volta in un pub qualcuno la mise su. Arrivati al verso “Out in the city…” tutto il locale rimase in silenzio. Mercury non ha mai cantato così, con questo timbro rassegnato. E con questo brano lascia il microfono per sempre.
The Dubliners – Grace
Questa me l’ha raccontata e cantata un irlandese ubriaco davanti a un pub a Bologna. Mi ha detto che parla di un condannato a morte, il patriota Joseph Mary Plunkett, che si sposa con l’amata artista Grace Gifford prima dell’esecuzione. Una storia vera dunque. L’irlandese ha risposto alla mia domanda: “qual’è il tuo brano irlandese preferito”. L’ha cantata con un pugno sul cuore.
Michael Nyman – Franklyn
Una lenta passeggiata solitaria, un pomeriggio uggioso. Delicata, meno impetuosa di The Heart Asks Pleasure First.


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