Maiah Wynne è una cantautrice e polistrumentista statunitense, nota anche come voce del gruppo rock Envy Of None. Abbiamo da poco parlato di lei per il singolo See the Water, ma ora che è uscito il suo secondo album solista, ne abbiamo parlato con lei. Into the Waves, autoprodotto e suonato con oltre dodici strumenti, racconta con stile folk, alt-rock e cinematografico il complesso percorso emotivo della guarigione dopo un trauma.
QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Direi proprio che, per la maggior parte del tempo, sono una persona felice, nonostante la mia musica sia spesso triste o esplori temi più oscuri. Però lascio sempre spazio anche a un po’ di luce!
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, INTO THE WAVES, E PERCHÉ?
Direi che Don’t Want to Say Goodbye è sicuramente la canzone più triste dell’album. È anche una delle mie preferite! L’ho scritta parlando del dolore di lasciare andare qualcuno che ami e di non voler vedere finire quel legame.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Penso che la canzone più felice dell’album sia Don’t Wait oppure Nothing Stays the Same. Parlano entrambe del continuare a coltivare la speranza di trovare la strada giusta nella vita. È proprio la speranza e la luce che emergono da entrambe a renderle le canzoni più felici dell’album.
IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Spero sempre che la mia musica possa essere catartica per chiunque la ascolti. Spero che le canzoni tristi possano far sentire le persone meno sole e che quelle più felici possano trasmettere loro speranza.
QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Adoro le canzoni tristi. Sono una grandissima fan. Direi che le mie canzoni tristi preferite sono Black Swan di Victoria Canal, How to Disappear Completely dei Radiohead e Far Far di Yael Naim.
Ecco Into the Waves:


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