Alberto Moscone è un giovane cantautore cresciuto a Genova, città da cui eredita profondità e introspezione, ora residente a Roma. Rumore di fondo, il suo album d’esordio, raccoglie nove tracce di cantautorato viscerale che raccontano un percorso di crescita post-adolescenziale tra fragilità, paure infantili che riaffiorano da adulti e la necessaria accettazione di un’identità in continua evoluzione. Ne abbiamo parlato con lui.
QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Sicuramente non sono preso male come potrei sembrare dalla musica che faccio, ma penso di avere un giusto mix tra felicita e tristezza come tutti.
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, RUMORE DI FONDO, E PERCHÉ?
Forse Il giorno del mio compleanno anche se spero che traspaia un po’ di ironia forse é il brano dove proprio non concedo mai un momento di positività.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Questo sicuramente l’ultima, La tua forma non mi era mai capitato di scrivere un brano con così tanta serenità in corpo ahah
IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non so se può rendere felici, però penso che le cose che mi turbano sono molto comuni e magari qualcuno si può ritrovare nella maniera in cui quei determinati sentimenti li sfogo o rielaboro.
QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Veramente difficile sceglierne tre dalle mie enormi playlist di prese a male però direi Emptiness is a closet full of your old clothes di Wishing, 17 Tir nel cortile dei Verdena, Io e te di Edda.
Ecco Rumore di fondo:


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