Una stanza vuota è il debutto degli Eyes Be Quiet e nasce tra le colline di Brescia costruendo un universo sospeso tra ambient, alternative rock e intimismo emotivo. Tra sussurri ed esplosioni, il disco racconta rabbia, cura, solitudine e desiderio di essere salvati. La stanza vuota del titolo diventa il simbolo dei legami che passano, lasciano segni e poi spariscono, lasciando dietro solo memoria e malinconia. Un album delicato e lacerante, che prova a trovare luce anche nei momenti più fragili.
Insieme al loro album, sono gli stessi Eyes Be Quiet a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo Una stanza vuota:
Radiohead – True Love Waits
Esempio perfetto di quello che spesso cerchiamo di creare: songwriting e produzione complementari, estremamente emotive e minimali. Brano apparentemente dolce, ma pieno di perdita e rassegnazione.
Bon Iver – The Wolves (Act I and II)
Tutto l’album For Emma, Forever Ago è di una tristezza devastante e di grande ispirazione per noi, ma questo brano nello specifico è quello che più colpisce e ti lascia a terra. Il climax finale che parte da una ripetizione e finisce con un’esplosione di fuochi d’artificio e voci è geniale nella sua semplicità.
The Smiths – Please, Please, Please, Let Me Get What I Want
Gli Smiths sono stati una grande influenza comune, soprattutto nell’adolescenza, e questa è stata anche la prima canzone che abbiamo suonato assieme, in un certo senso tutto parte da qui.
Skinshape – I Didn’t Know
Questo brano è all’apparenza sereno e piacevole, da ascoltare in queste prime giornate di sole, ma nasconde un testo che parla della perdita. Silvia ci si è legata dopo la morte di sua nonna, riascoltandolo casualmente qualche giorno dopo e solo lì comprendendolo fino in fondo.
Daniel Johnston – True Love Will Find You in the End
Brano folk onesto e senza filtri. Interpretazione da outsider che dà potenza a un testo semplice e diretto. Connubio perfetto di malinconia e speranza.
Daughter – Smother
Elena Tonra ha un modo di scrivere i testi delicatissimo ma completamente struggente, utilizzando una forte poetica per trattare temi come i pensieri suicidari e la depressione. La produzione accompagna questi vuoti e pieni che ti fanno sentire totalmente quello che vogliono esprimere, quello che vogliamo fare anche noi.
Joy Division – Isolation
Altra influenza comune, da amanti del post punk un loro brano nella nostra playlist è obbligatorio. L’atmosfera sintetica e opprimente e il senso di alienazione ci ha fatto scegliere questa tra le tante loro.
Fine Before You Came – Lista
Pezzo d’obbligo per Silvia, amante del genere. La scrittura di Jacopo è sempre molto cruda, ma in questo brano in particolare con la sua ritmica ripetitiva e incalzante ti fa entrare in un loop dove il sentimento dell’abbandono è prevalente. Curiosità divertente, l’ultima volta che Silvia li ha sentiti live, durante questo pezzo, ha iniziato a prendere a pugni il palco.
Explosion in the Sky – Your Hand in Mine
Brano post-rock, totalmente strumentale senza parole. In particolare il riff iniziale ti tocca delicatamente, un po’ come se stesse suonando le tue emozioni, mentre fissi il soffitto o il cielo.
Dente – Due volte niente
Brano forse un po’ di nicchia nella discografia di Dente, ma nella sua semplicità e scrittura acustica lacerante riesce totalmente a racchiudere l’emozione della relazione che finisce e del dover lasciare andare, con molti rimpianti.


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