Welcome to Blue Town è il nuovo concept album dei Blue Town, quartetto pugliese che esplora la dimensione spaziale attraverso un sound shoegaze e psichedelico, tra chitarre ambient, distorsioni e doppio cantato in italiano e inglese.

Insieme al loro album, sono gli stessi Blue Town a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo Welcome to Blue Town:

Bon IverRe: Stacks
Justin Vernon è uno di quei ragazzi che sa toccare le corde e le note giuste, letteralmente. Questo brano in particolare ci dice che quando si scava nei ricordi passati, spesso si ha paura di rimanerne intrappolati. Ma la musica, come strumento di liberazione, rappresenta l’ancora a cui reggersi quando si sta imparando di nuovo a stare in piedi con le proprie gambe, specialmente quando guardiamo oltre l’amore non ricambiato.

Brand NewBatter Up
Questo brano parla di alienazione e di convivere con una malattia mentale ma soprattutto di rassegnazione e accettazione di tutto ciò che, nonostante i rimpianti, non possiamo cambiare, nel passato, presente o futuro che sia.

Carissa’s WierdSome Days Are Better Than Others
Questa band, dalle cui ceneri nasceranno i più fortunati Band of Horses, è riuscita ad esplorare la tristezza e la malinconia come pochi altri gruppi: qui, in particolare, la melodia struggente accompagna il tempo perso a “contare le ore sull’orologio appeso al muro”. D’altronde, non è un neanche un caso che il disco da cui è tratto il pezzo si chiami “Ugly but Honest”: titoli eloquenti che racchiudono uno slowcore abbellito da archi e chitarre acustiche arpeggiate.

KeaneA Bad Dream
Under the Iron Sea è un album che gravita intorno a insicurezze sul futuro e, più in generale, su ciò che viviamo ogni giorno, e questo brano racconta i lati più fragili di sé stessi, specialmente quando crediamo che il nostro destino è segnato e nulla è in nostro potere per cambiare le cose.

King KruleOut Getting Ribs
King Krule è un maestro nel creare un’atmosfera nostalgica e nel raccontare il dubbio e i sentimenti contrastanti. In questo disco ogni parola è dedicata a Blue, una ragazza con cui si intreccia un rapporto difficile, che stanca fisicamente ed emotivamente, ma questo brano parla del rischiare, anche se ci si può far male.

Mount EerieReal Death
Phil Elverum in questo disco ci racconta, nella maniera più viscerale e struggente possibile, cosa voglia dire affrontare una morte causata del cancro. Il flusso di coscienza dei testi e la sincerità a dir poco spietata fanno diventare particolarmente labile il confine tra musica e poesia, rendendole spesso una cosa sola.

My Bloody ValentineSometimes
Per tutti i fan della prima ondata dello shoegaze, è il brano più iconico. Ma non viene scelta solo per questo: tutto Loveless riesce a evocare e comprendere le emozioni dei rapporti umani. In particolare, il brano descrive perfettamente il dolore e la delusione di provare un sentimento intenso ma che non è ricambiato. Questa ballata è il buio, è distorsione che ti accoglie e capisce la difficoltà di affrontare sentimenti d’amore tanto forti che si scontrano però con l’impossibilità di manifestarli.

The NotwistConsequence
Una canzone delicata, in bilico tra sperimentazioni elettroniche e arpeggi di piano quasi ossessivi, come il pensiero fisso ad una persona che amiamo, ma che non può essere con noi.

PlaceboAsk for Answers
Nei Placebo è condensata tutta la tensione introversa della nostra adolescenza. Questo brano in particolare è strettamente legato ad un elemento ricorrente della nostra vita e dei nostri brani, ossia il mare, una figura a cui chiedere metaforicamente risposte e conforto, lontano da una vita che mette sempre alla prova.

The PoliceDarkness
Questo è uno dei pochi brani della band scritto dal batterista Copeland, e si trova a chiusura di quello che è probabilmente il disco più oscuro della loro produzione. Qui in particolare, un pianoforte malinconico accompagna un testo nel quale emerge un chiaro messaggio: la vita è più facile quando non devi confrontarti con ciò che si trova fuori dalla tua camera, e varcare la soglia crea un immediato senso di non appartenenza al mondo.

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