L’omonimo debutto de La Fossa delle Marianne è il nuovo progetto di John D. Raudo (già Laghetto e Marnero): un disco che fonde intensità post-hardcore e atmosfere post-rock, mentre nei testi bilancia la durezza dell’hardcore anni 90 con la sensibilità del cantautorato italiano.

Insieme al loro lavoro, sono gli stessi La fossa delle Marianne a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo l’album omonimo.

Piero Ciampi – Livorno
Triste triste, troppo triste questa sera, Il Porto delle illusioni è dove sono nato.

Envy – A Breath Clad in Happiness
La disperazione di questa melodia giustapposta ad un ritmo di batteria jungle ricrea la magia dei ciliegi che sfioriscono in Giappone.

Bobo Rondelli e Stefano Bollani – L’ultima Danza
Non c’è niente che mi faccia piangere di più dell’immagine di un vecchio signore da solo su una panchina in autunno con il pianoforte in minore di Bollani sotto.

Dinosaur Jr – I Don’t Think So
Sebbene I feel the pain fosse la prima scelta, ho optato per I don’t think so perché, nonostante la linea melodica fintamente felice, il testo è devastante “I’d like to think she cries for me, i don’t think so”. La finta happyness è più devastante della vera sadness.

Black Heart Procession – Even Thieves Couldn’t Lie
Ed ecco la vera sadness. Canzone d’amore strappabudella. Ma potevo prendere un pezzo a caso dei primi due dischi dei BHP.

Slint – Washer
Anche da Spiderland, c’è l’imbarazzo della scelta. Con l’aggravcante che stiamo parlando di ragazzini diciottenni.

Catharsis – Arsonist’s Prayer
Volevo mettere Traccia due dei Concrete, ma metto i Catharsis come esempio dell’uso di pianoforte e violoncello all’uopo di creare lo strazio e la disperazione anche nell’Hardcore più aggressivo.

Circle Takes the Square – Interview at the Ruins
Altro esempio di come il post hc metalluso prog può essere tristissimo grazie all’uso del pianoforte. Con l’arpeggio delle due chitarre da 2:22 ti ci puoi srotolare l’intestino ci puoi fare un cappio.

Fabrizio De André – Canzone del Padre
Di tutta la discografia di De André, preferisco i due dischi di Piovani, ma questa canzone, nella sua devastante semplicità, non ha rivali.

Converge – Wretched World
La Fine del Mondo suonerà così, più o meno.

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