Giovami, cantautore pugliese classe 2002, propone un cantautorato elettronico post-romantico che fonde scrittura d’autore, elettronica e vocoder. In lampONE racconta il ricordo di un amore finito che continua a vivere nella mente, tra nostalgia, sogni e desiderio, trasformando l’assenza in una ricerca di luce attraverso la metafora tra “lampone” e “lampione”.

Insieme al suo singolo, è lo stesso Giovami a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo lampONE:

New Trolls – Quella carezza della sera
È un brano che mi trasmette una profonda angoscia, perché mi ricorda quanto possa fare male persino la forma più pura dell’amore. Anche nella fortuna di riceverlo si nasconde già una mancanza. La consapevolezza che, quando quella carezza non ci sarà più, lascerà dentro di noi un vuoto incolmabile.

Gazzelle – Nmrpm
Tutti abbiamo vissuto almeno una volta una perdita. Ma forse la perdita più dolorosa non avviene quando una persona se ne va ma avviene quando, guardandola, smettiamo improvvisamente di vedere il mare.

Tiromancino – La descrizione di un attimo
È un brano profondamente malinconico. Anche quando qualcosa finisce, dentro di noi continua a esistere una piccola speranza. A volte ci sembra di intravedere una luce capace di farci credere che tutto possa ricominciare, che sia ancora possibile mettere da parte il dolore e tornare a quando quella stessa luce ci illuminava. Quasi sempre, però, è soltanto la descrizione di un attimo.

Gianluca Grignani – Destinazione Paradiso
Quella raccontata nel brano è una felicità soltanto apparente: l’illusione di poter raggiungere una persona che abbiamo perso, sederci nuovamente accanto a lei e ritrovarla in un luogo nel quale, in realtà, non potremo mai arrivare.

Andrea Laszlo De Simone – La nostra fine
Racconta una delle visioni più dolorose della fine di un rapporto. Il momento in cui smettiamo davvero di vedere l’altra persona. Perché, quando dentro di noi abbiamo già smesso di vivere, diventa quasi inutile avere qualcuno disposto a vivere ancora per noi.

Brunori Sas – Per due che come noi
Non è una canzone triste nel significato più immediato del termine. Mi commuove, però, immaginare che l’amore per una persona possa attraversare il tempo, resistere ai cambiamenti e durare per sempre. Forse la sua tristezza sta proprio nella bellezza quasi irraggiungibile di questa possibilità.

Radiohead – Let Down
Non è tanto il testo a rendermi triste, quanto l’intera composizione. Il brano possiede la stessa malinconia che si prova quando si sta lasciando qualcosa per sempre e, mentre lo si fa, si è perfettamente consapevoli che quello sarà un addio.

Hans Zimmer – This Land
Esistono pochi brani capaci di suscitarmi emozioni così forti. Non è una composizione che ascolto abitualmente, ma ogni volta che mi capita di sentirla rivedo la mia infanzia. Dentro ci trovo la speranza, la perdita e, allo stesso tempo, qualcosa di immenso e grandioso che non riesco completamente a spiegare.

Canova – Ramen
È un brano schifosamente onesto. Due persone profondamente diverse possono amarsi, ma può arrivare un momento in cui quelle differenze diventano più forti del sentimento. La relazione deve finire, eppure la parte più irrazionale di noi continua a sperare che, per qualche strana magia, un giorno tutto ciò che ci separava possa improvvisamente scomparire. Anche quando sappiamo perfettamente che non accadrà.

Taizé – Nada te turbe
Più che una canzone, è un canto. Per diversi anni ho frequentato un luogo per me magico, nel quale si incontrano persone provenienti da ogni parte del mondo e si costruiscono legami che il tempo rende difficili da sciogliere. Questo brano raccoglie tutte le emozioni vissute durante quei giorni e rimane, per me, uno dei canti più tristi e affascinanti che conosca.

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