Giuda mio fratello è il nuovo progetto di Gioele Valenti, musicista siciliano già attivo come JuJu ed Herself e con numerose collaborazioni internazionali alle spalle. Italia infame è il suo esordio in italiano, un progetto che tiene insieme una sensibilità intima e una scrittura ruvida, popolata da visioni apocalittiche, fragilità domestiche e un’Italia decadente che attraversa ballate folk sospese e fenditure indie-pop. Ne abbiamo parlato con lui.
QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Mi ritengo un realista magico malinconico. Non c’è tristezza, c’è semmai, un occhio iniettato di sangue. Quando si perde speranza, si è un po’ più felci, sì. Sono un prodotto di questo Paese.
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP, ITALIA INFAME, E PERCHÉ?
La canzone più triste su Italia infame, è la titletrack, perché solo attraverso una risata puoi seppellire la tristezza. D’altronde riso e morte sono due realtà sincroniche; sapevi che ciò che ci distingue dalle altre creature tristi di questa parte dell’universo, è la capacità di ridere? Solo l’essere umano ride, perché è consapevole della sua finitezza. Il suo dramma sta nelle commessure di una risata.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
La canzone più felice è Parenti stretti. Perché non esiste nulla di più liberatorio che gettare le maschere all’interno di relazioni esangui, svuotate di senso, continuative per consuetudine. Fare detonare i meccanismi compensatori che si tengono su equilibri instabili.
IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Perché Tu sei Io, Loro sono Noi, Noi siamo Voi… Perché chiunque abbia cuore, cervello, braccia e gambe, non potrà non riconoscersi parte di questo vissuto collettivo, chiamato ampollosamente Paese.
QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Black Holes In The Sand di Gravenhurst, Se telefonando do Ennio Morricone, Candlegoat dei Sunn O))).
Ecco Italia infame:


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