Abbiamo presentato i Dellai con il singolo Nonostante tutto. Ora il duo romagnolo formato dai fratelli Luca e Matteo Dellai ha pubblicato un album dallo stesso titolo: un racconto autentico, fatto di esperienze quotidiane, cambi di prospettiva e consapevolezze maturate. Le canzoni mettono al centro le parole e una musica che le accompagna senza sovrastarle, muovendosi all’interno di un panorama sonoro vario ma coerente. Ne abbiamo parlato con loro.
QUANTO VI SENTITE HYPFI? CIOÈ, FATE MUSICA TRISTE MA SIETE PERSONE FELICI?
Sono una persona (Luca) che mette le mani in avanti diverse ore prima di cadere, quindi solitamente quando mi accade qualcosa di bello, penso al peggiore dei modi in cui potrebbe andare a finire, tendenzialmente è cosi che sono nate le mie canzoni tristi, o buona parte di queste.
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL VOSTRO ALBUM, NONOSTANTE TUTTO, E PERCHÉ?
È proprio quella che da il nome all’album, Nonostante tutto, parla di amore incondizionato, come quello di un genitore verso un figlio, un legame che si può interrompere, ma rimane sempre vivo.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Quella che apre l’album Musica Panorama, perché ci piace presentarci come persone solari, mentre lasciamo ai più cari, le nostre parti più nascoste.
IN CHE MODO LA VOSTRA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non me la sento di mettermi sulle spalle la felicità altrui, però chissà, magari qualcuno si rivede dentro una frase, scopre una soluzione in un ritornello… non spero di rendere felice nessuno, anche perché la felicità dura poco, ma sarebbe bello regalare un sorriso dentro una giornata brutta.
QUALI SONO LE VOSTRE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Cancer dei My Chemical Romance, Bohemian Rapsody dei Queen, Basta così dei Negramaro ed Elisa.
Ecco Nonostante tutto:


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