I Vaeva sono una giovane band milanese con una musica fatta di parole semplici ma mai banali, emozioni vere e un mix di caos, sogni e verità vissute sulla pelle. Preda dei venti è il loro secondo EP, una sorta di capsula del tempo: ogni brano è un frammento autobiografico che racconta la paura di crescere, i pregiudizi, le incertezze, ma anche la speranza e la determinazione di chi continua a sognare nonostante tutto. È un progetto autentico, intenso e profondamente personale. Ne abbiamo parlato con loro.

QUANTO VI SENTITE HYPFI? CIOÈ, FATE MUSICA TRISTE MA SIETE PERSONE FELICI?
Noi ribaltiamo la domanda e diciamo che parliamo di cose tristi, ma facciamo musica felice. Ci spieghiamo meglio: molte nostre canzoni trattano tematiche non sempre divertenti e positive, ad esempio Non mi piace parla di dipendenza da sostanze e Briciole parla di una società che lotta per la sopravvivenza. Ma tutto questo lo raccontiamo con brani su cui la gente poga, canta e balla e anche noi ci divertiamo a suonarli. Poi nel privato siamo persone felici, non abbiamo motivo di essere tristi nel vero senso della parola, diversamente da persone che vivono in situazioni per cui possono dire questa cosa. Piuttosto cerchiamo sempre di trasmettere speranza, gioia e gratitudine a tutte le persone che possono essere “tristi”.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL VOSTRO EP, PREDA DEI VENTI, E PERCHÉ?
Probabilmente la canzone più triste è C’era il temporale una canzone che parla del desiderio di tornare piccoli, ma con la consapevolezza che questo non può accadere. A volte ci sentiamo sopraffatti da mille problemi che ci sembrano più grandi di noi e riguardiamo al passato con malinconia, a quando ci divertivamo a ballare sotto la pioggia, mentre ora ce ne stiamo in casa a guardare il temporale dalla finestra.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
Sicuramente Acchiappasogni è sia la più felice che la più speranzosa. È la prima canzone che abbiamo scritto e racchiude un po’ la nostra storia e probabilmente quella di molti altri. Parla di persone con tanti sogni in tasca, che lottano per realizzarli anche quando sembrano impossibili e che si rialzano dopo ogni fallimento. Ai concerti diciamo sempre a chi ci ascolta di non smettere mai di sognare.

IN CHE MODO LA VOSTRA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Ricollegandomi alla domanda precedente, con Acchiappasogni, ma anche con altre canzoni come “In bianco e nero”. In generale con tutto questo EP speriamo di lasciare un messaggio di speranza a chi ascolta la nostra musica, a chi è preda dei venti e a chi ha paura di diventarlo. Siamo consapevoli che il mondo fuori non sia tutto rose e fiori, ma c’è sempre un modo per ricominciare a vivere “a colori” e per realizzare i propri sogni.

QUALI SONO LE VOSTRE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Happier Than Ever di Billie Eilish (nonostante il titolo dica il contrario), Sleep Patterns dei Merchant Ships, Sabbia di Ultimo.

Ecco Preda dei venti:

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