Scippa è un cantante di Roma, una voce uscita da tempi incerti e carichi di possibilità, che si fa sentire con la leggerezza di uno scampato alla fine o all’inizio del mondo e l’ironia di chi non ha nulla da perdere. Il suo esordio è nel 2012 con l’album Vagando dentro, ma ora torna con Niuman, un lavoro che si riempie di un pop consapevole e ben costruito, che attinge a suggestioni alternative e laterali seguendo un andamento variegato attraverso la sua tracklist, raccontando la schietta realtà del mondo che ci circonda, l’incerta solidità del terreno su cui si cammina giorno dopo giorno. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Allora mi ci sento, ma moderatamente. Di sicuro a volte nelle mie canzoni si sente una vena malinconica e un’inquietudine di fondo. La malinconia e un certo tipo di tristezza sono degli stati d’animo dai quali ho sempre tratto ispirazione e mi piace in generale immergermi in queste emozioni, che ti danno la possibilità di esplorare a fondo il tuo mondo interiore e anche quello altrui. Considerarmi felice è difficile da affermare, ma diciamo che in generale non me la passo male dai.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, NIUMAN, E PERCHÉ?
Forse la canzone più triste dell’album è Duemilasedici. È una ballad intima e inquieta dal mood decisamente malinconico, un’istantanea del passato che mi riporta a un periodo specifico della mia vita, dove c’era fermento ma anche molta incertezza, mentre si stava costruendo qualcosa di nuovo. Nel brano ci sono diverse immagini, alcune delle quali legate a una relazione di coppia che sta vedendo la luce con tutte le perplessità e i dubbi di quel momento; ed altre che raccontano il mondo intorno di quei giorni, tra piccole storie quotidiane e scenari apocalittici.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Direi senza dubbio che è Niuman, un brano che parla di tante cose, così tante che è difficile metterle tutte insieme ora. È un brano di liberazione, che su di me ha un effetto catartico; è una cavalcata pop suonata con un’attitudine punk, senza compromessi, come se fosse l’ultima canzone della vita o di un concerto e che, se proprio vuoi, può farti anche ballare (e pogare). È anche uno dei pezzi che amo in assoluto suonare di più dal vivo.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Credo che la mia musica e quest’album in particolare siano ispirati da un’onestà di fondo, nel senso che ci si può sentire dentro qualcosa di autentico. Magari non tutti lo percepiranno, ma molti sono sicuro di sì. E quando c’è qualcosa di autentico di solito ci sono più possibilità di provocare una reazione benefica. “Rendere felici” sarebbe una specie di miracolo, direi che può favorire delle emozioni e delle riflessioni intense, mi basterebbe questo.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Difficile nominarne solo tre, comunque ci provo. Il suonatore Jones di De André, Escluso il cane di Rino Gaetano e Miss Misery di Elliott Smith (altre due che mi vengono in mente sono Let Down dei Radiohead e On the Beach di Neil Young).

Ecco Niuman:

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ogni giorno, UNA CANZONE TRISTE. Perché non c’è niente di meglio che ascoltare qualcosa di triste, per provare a essere un po’ più felici.

E poi INTERVISTE, LIVE e PLAYLIST per una dose quotidiana di HypFi.