Casx è il progetto musicale della milanese Arianna Puccio, in cui convivono influenze alternative rock, dark, infinite citazioni cinematografiche, ricordi e qualche rivincita. A qualche mese dall’album d’esordio, Nessuno vuole essere mio amico, arriva un nuovo singolo, Bianca, in cui vuole esorcizzare i dolori e gli spettri dell’amore passato per poter tornare a riemergere e vedere la luce.

Insieme al suo singolo, è la stessa Casx a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo Bianca:

Sufjan StevensVisions of Gideon
Non c’è niente, e ripeto niente di più triste di questo pezzo in sottofondo a Timothée Chalamet che fissa il camino dopo aver capito che deve lasciare andare Oliver in Call Me By Your Name. “I have loved you for the last time, is it a video?”, già solo la prima frase è una mazzata nel fianco che basta e avanza per essere consapevoli che a fine canzone saremo sdraiati nel mare dei ricordi.

Death Cab For CutieTransatlanticism
Sarà che Seth Cohen di O.C. mi ha rovinato l’adolescenza con i Death Cab For Cutie, sarà la copertina corvo molto Edgar Allan Poe, ma questo pezzo è come Rose che si obbliga a lasciare la mano di Jack sulla zattera dell’ammaraggio del Titanic. Se non hai mai avuto una relazione a distanza, dopo questo pezzo ti sembrerà di averla avuta per forza. È uno di quei pezzi che non potrebbe mancare mai nelle mie playlist.

Julien BakerTokyo
In quanto reginetta dell’autodistruzione questo pezzo è il discreto riassunto di almeno tutti i momenti più difficili della mia vita: io che realizzo che niente di quello che faccio o che farò
basterà ad ottenere quello di cui ho bisogno.

DaughterBe on Your Way
Se volete il nome di una band che mi uccide da quando esiste, eccovi accontentati. Elena Tonra possiede il potere unico di scrivere per filo e per segno quello che sento, molto meglio di me
ovviamente. Spero capiti a tutti, una volta nella vita, di incontrare una persona che è diversa, diversa dalle altre, diversa nel senso di speciale in un modo così viscerare e inspiegabile, da non riuscire davvero a collocarla nella propria esistenza. Quando incontri questo tipo di persone c’è una voce, una sensazione dentro di te che sa che se anche l’universo vi allontanerà, un giorno vi rincontrerete, anche se sembra impossibile. “I have a feeling that we’ll repeat this evening”.

Verdena40 secondi di niente
Cosa dovrei dire di questo pezzo? Nel senso mi fanno piangere persino le virgole di questo pezzo.

FoalsSpanish Sahara
Questo è il pezzo dove mi rifugio quando sento che sto crollando, è una casa ma anche una spada. In generale è il motivo per cui scrivo, esorcizzare le cose brutte e metabolizzare quelle belle. “The Spanish Sahara, the place that you’d wanna, leave the horror here”.

IbiscoJane Finisce
Nella lista delle cose che più mi hanno fatto piangere nel 2023 inserisco il mio compagno di scuderia Ibisco, che mi spingo a definire uno degli artisti italiani più interessanti degli ultimi anni, anche se per l’Italia è ancora troppo “strano” per essere considerato tale. Questo pezzo, oltre ad essere costruito benissimo, è il pezzo-pugnalata dell’ultimo disco di Filippo. Ho avuto l’occasione di sentirlo in anteprima e vorrei tanto avere un video della mio stato depressivo dopo aver sentito “Jane, ti prego, vivi triste. Scegliti un amore triste. Che ti renda stupida. Che ti dia serenità”. Quindi Grazie Filippo, mi devi una scorta di fazzoletti!

M83Wait
Non c’è video, film, serie, momento di silenzio, passeggiata con questa canzone in sottofondo che non mi faccia venire il groppo in gola. Non so se sapete che una tecnica per indurre il pianto
quando stai studiando recitazione è quella di sentire più volte in cuffia una canzone che ti fa soffrire, ecco se io fossi un’attrice wannabe questo sarebbe il pezzo prescelto.

Emma NoldeStoria di un bacio
Ecco un’altra artista italiana di cui non riesco a fare a meno. Non è di per se un pezzo così triste, ma penso che esprima a pieno la paura di innamorarsi e di star male, sentimento che mi
accompagna da quando ne ho memoria.

Imogen HeapHide and Seek
Classicone lo so, ma è un pezzo che è stato geneticamente prodotto in provetta per farti morire dentro. Continuo ancora a biascicare metà delle parole dal 2009, come la sigla di Dawson’s
Creek
, ma suppongo che riassuma lo stesso il senso di vuoto che ti prende dopo i 4 minuti e 26 di canzone.

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