Roberto Attanasio è un compositore e pianista romano, con uno stile minimalista tra ambient e neo-classica. Il suo ultimo lavoro, Isolated, racconta un vero e proprio viaggio nel concetto di isolamento, e contiene una malinconia che alla fine è in un certo modo liberatoria, perfetta per il mood di HypFi. Abbiamo quindi deciso di parlare con lui, per farci descrivere la sua musica.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Felice è probabilmente un parolone, in fondo chissà se qualcuno lo è davvero. Io non di certo, nel senso che la mia musica è una valvola di sfogo per esternare momenti e sensazioni negative. Non mi reputo una persona triste nel modo più assoluto, ma nemmeno felice.

QUAL È LA COMPOSIZIONE PIU’ TRISTE CHE HAI SCRITTO? E PERCHÉ?
La più triste probabilmente è S.A.D. dal mio punto di vista. E’ il brano conclusivo del mio album di debutto, una traccia sonora per ricordare mio fratello venuto a mancare. Il titolo non è solo un richiamo alla parola inglese ma un acronimo con un significato ben preciso.

E QUAL È INVECE QUELLA PIÙ FELICE CHE HAI SCRITTO?
Senza ombra di dubbio Shade, sempre dal mio primo album. Non è sicuramente un dei miei brani preferiti per quanto ancora lo ascolti con piacere.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
In genere spero sempre che le persone provino un senso di felicità una volta finito di ascoltare la mia musica. Questo perché le mie composizioni non evocano belle sensazioni (in linea di massima), quindi il mio augurio è quello di usarle per scavarsi dentro e poi liberarsi. Le belle sensazioni solitamente arrivano alla fine.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Dream 3 di Max Richter, Fur Alina di Arvo Part e To Build A Home dei Cinematic Orchestra.

Ecco Isolated:

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