Boetti è un cantautore che unisce scrittura, suono e immagine come parti dello stesso linguaggio. altro/alto, il suo nuovo lavoro, è un album analogico di nove tracce senza percussioni, con synth trattati come un’orchestra, e parte dal cortocircuito di Roma, tra eternità e collasso, per compiere un viaggio a ritroso tra mito, rituali e filosofia. Il percorso però ritorna: verso l’essenziale, la memoria, la famiglia e le proprie origini, per ricordarsi com’era essere umani. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Faccio musica triste e sono una persona che vive in un basso continuo di insoddisfazione. Non la vedo come una cosa negativa, anzi ormai credo che ammettere il nonsense del tempo che stiamo vivendo, il fatto che tutto è transitorio, sia l’unico trucco per vincere la sofferenza e andare avanti.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, ALTRO/ALTO, E PERCHÉ?
Sicuramente multi/media, perché è una canzone di abbandono. L’ho scritta in un momento in cui mi sentivo così privo d’amore da sentirmi non umano, di plastica. Da lì ho iniziato a raccontare la vita di un uomo multimediale, con i cavi nello stomaco, coscienza di titanio e privo della ghiandola pineale (l’epifisi), quella che secondo Cartesio era la sede dell’anima. Anche gemini/memini però non scherza: racconta di due non-ancora-nati che si trovano nell’utero, sanno che solo uno dei due nascerà e si abbracciano forte al pensiero che una volta fuori saranno soli in mezzo agli altri uomini.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Direi terra/madre perché mi riporta ai miei ricordi di bambino, alla città in cui sono nato (Prato) e a come la vivevo quando ci abitavo. Ci ho messo dentro i pomeriggi passati con i nonni, le passeggiate in bicicletta al parco, gli odori delle fabbriche tessili. Anche scipio, per quanto racconti delle brutture del presente spacciate per un brutto sogno, in realtà ha un ritornello di reazione che vuole essere un po’ ironico ma anche ottimista.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Nel momento in cui ascoltandola non si è più tristi da soli.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Amico mio di Roberto Vecchioni, Rock’n’roll Suicide di David Bowie, Scomparire di Giovanni Truppi.

Ecco altro/alto:

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