YOUAREHERE è un duo di producer romano formato nel 2011 da Patrizio Piastra e Claudio Del Proposto, che muove tra elettronica contemporanea, ritmiche spezzate e scrittura melodica. Play, il loro nuovo album, si chiede quanto di ciò che siamo ci appartenga davvero in un mondo mediato da schermi, algoritmi e intelligenze artificiali. Un lavoro che sceglie di restare dentro le contraddizioni, senza cercare risposte definitive, e arriva a un significato semplice e radicale: ripartire, premere ancora una volta quel tasto e provare a essere presenti.

Insieme al loro album, sono gli stessi YOUAREHERE a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo Play:

Joy Division – Love Will Tear Us Apart
La disperazione trasformata in una melodia irresistibile. Movimento e malinconia, ritmi incalzanti e sentimenti oscuri che convivono senza risolversi.

Thom Yorke – Dawn Chorus
Rimpianti, occasioni perdute, tempo irreversibile: osservare il passato senza che quest’ultimo ti definisca.

Bon Iver – Perth
Il suono di una ripartenza. Una canzone che attraversa il dolore senza rimanervi intrappolata trasformando la memoria in slancio. Una quiete iniziale, un’energia sempre più ampia, fino a un’esplosione ritmica che illumina il percorso.

Sigur Ros – Untitled #3
Spazi aperti, suoni dilatati e un giro di note di pianoforte che non smette mai. Pura contemplazione malinconica contenuta in un album che ha segnato la nostra esperienza d’ascolto. Indelebile.

Radiohead – True Love Waits
Una perla struggente, già dalla versione originale degli anni ‘90. Pura urgenza di tirare fuori un sentimento di malinconia legata a un amore che probabilmente sta per finire. In questa versione contenuta in A Moon Shaped Pool, poi, assume una veste ancor più triste, perché pubblicata ufficialmente soltanto dopo la scomparsa di Rachel Owen, ex moglie di Thom Yorke.

James Blake – Tryng Times
Una ballad essenziale, in contrasto con la discografia molto più complessa di James Blake. Una specie di standard sulla vulnerabilità delle relazioni, sull’ansia e sulla fragilità dei rapporti in un momento storico così complesso come quello contemporaneo.

Rival Consoles – Untravel
Un pezzo ambient, quasi una sonorizzazione, che raggiunge il suo culmine malinconico con il video che lo accompagna. Un mondo cupo, pochi sprazzi di luce mai veramente rassicurante. Untravel sembra il suono della fragilità, della debolezza e dell’insicurezza.

Apparat – You Don’t Know Me
Tra i suoni spezzati e i glitch del primo Apparat prende il largo questo brano strumentale che sembra la colonna sonora di un momento d’addio. Il violino che insegue e i suoni più sintetici crea un contrasto indimenticabile. Una di quelle canzoni “tristi” che hanno il compito di accompagnare nel migliore dei modi la malinconia.

Telefon Tel Aviv – Fahrenheit Fair Enough
Ci colpisce il modo in cui suoni elettronici, frammenti ritmici e melodie delicate riescono a generare un sentimento così profondamente umano. C’è una malinconia sottile, quasi nascosta dentro la complessità della produzione. È qualcosa che sentiamo vicino alla nostra idea di musica elettronica: la tecnologia non come fine, ma come strumento per raccontare emozioni difficili da esprimere a parole.

Aphex Twin – Alberto Balsalm
È difficile spiegare perché questa traccia provochi una sensazione di nostalgia così intensa. non racconta una storia precisa, eppure sembra evocare ricordi personali, luoghi lontani e momenti che forse non abbiamo nemmeno vissuto. È questa capacità della musica strumentale di creare una memoria immaginaria che ci affascina. un sentimento che appartiene profondamente anche all’universo degli YOUAREHERE e a PLAY.

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