Rugo presenta dio mortale, terzo singolo estratto dall’album può volare. Il brano racconta il processo attraverso cui idealizziamo una persona fino a renderla quasi divina nella nostra percezione, e il vuoto che si scopre non tanto nella perdita, quanto nel momento in cui quella figura smette di essere ciò che avevamo costruito nella nostra testa.

Insieme al suo singolo, è lo stesso Rugo a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo Dio mortale:

“L’ordine è puramente casuale, spero però che chi legge abbia voglia di arrivare fino in fondo”.

Verdena – Nevischio
“Nella mia mente sei solo mia” sicuramente mi è servita per analizzare poi il tema dell’idolatria e della divinizzazione. Il sound mi ha sempre riportato a qualcosa di terroso che ho ricercato fortemente anche nella produzione di “dio mortale”.
E poi sicuramente i primi due accordi sono quelli.

Marco Giudici – Abitudini di vita
È una canzone semplice e per questo mega potente. Dice le cose come stanno nella testa di chi ha vissuto esperienze simili, con le parole di tutti giorni.
Per questo entra con facilità all’interno di questa classifica.

Oasis – Don’t Look Back in Anger
Questa la metto dentro solo perché ogni volta che iniziamo a suonare “dio mortale” live, c’è sempre qualcuno che da lontano inizia a cantarla. Del resto, gli Oasis hanno segnato molti di noi.

Oliver Tree – Cowboys Don’t Cry
Andate a vedere il video di questo pezzo. Le colline dietro Oliver sono quelle dove è stato realizzato lo scatto della copertina di “dio mortale” e dove abbiamo girato anche tutto il video. È stato divertente svegliarsi all’alba.

Il Nucleo – Sospeso
L’assenza di gravità richiesta in questa canzone mi è sempre apparsa come qualcosa di simile a quello che succede nel processo di idealizzazione. Rimanere in questo momento di sospensione, fino a che non ci svegliamo. Può sembrare l’opposto di quello che succede in “dio mortale” ma è semplicemente un altro momento del percorso di idealizzazione. Comunque mega 2000.

Tonno – Da Solo
Alla fine, dentro dio mortale c’è la quota emo di rugo.
Per questo, dopo averlo ascoltato e dopo aver tolto la maschera a quell’entità che abbiamo costruito su noi stessi, arrivare a capire che si sta bene da soli potrebbe essere una diretta conseguenza.

Giovanni Truppi – Mia
Quando ho sentito questo brano per la prima volta ho pensato di sentirmi anche io un mago capace di intrappolare le persone all’interno delle canzoni. Con “dio mortale” ho capito che per me non è esattamente così. Nonostante il meccanismo psicologico dietro ai brani sia simile, in “dio mortale” si svela il trucco dietro la magia. Risultato? È tutto una METAFORONA.

Dente – Come eravamo noi
Questo brano risolve la sua relazione con dio mortale nella frase conclusiva: “Abituati a convivere coi sogni, sapendo che i sogni si fanno da soli”.
Mi ritrovo molto nelle parole di Dente e penso che dio mortale sia stato il mio modo di prendere davvero coscienza di quello che dice lui in quel momento.

Jo Chiarello – Che brutto affare
Vabbè, questo pezzo penso sia un tassello fondamentale per dio mortal. È forse una sua versione ironica e pop, dove l’idealizzazione arriva nei panni di Superman, un super uomo, che però poi si scopre essere soltanto uno scemo.
Con la band suoniamo anche una cover.

Fiorenzo Carpi – Lucignolo
Questo brano solo strumentale si trova all’interno del film Pinocchio di Comencini del 1972. A parte che sto imballato con Pinocchio da sempre, questo brano senza testo l’ho sempre associato alle immagini del film, al momento in cui Lucignolo ruba e fa rubare a Pinocchio un sacchetto di bomboloni per poi rifugiarsi in un rudere abbandonato a mangiarli. Ricordo il fieno la terra, la polvere, il giallo e il verde. Ecco, io volevo che “dio mortale” suonasse come tutte queste cose.

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