Nadia von Jacobi è una cantautrice italo-tedesca che unisce scrittura d’autore, strumentazione analogica e un pop alternativo contemporaneo, e con Soleo inaugura il suo progetto solista. Il brano nasce da un momento di incapacità di relazionarsi, in cui il sole diventa l’amante ideale, sempre disponibile e mai esigente. Racconta il lasciar andare il passato per fare spazio al presente: a volte basta un raggio di sole per ricordarsi che la vita è nell’adesso.

Insieme al suo singolo, è la stessa Nadia von Jacobi a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo Soleo:

“Grazie per avermi proposto questo bellissimo format. Ho usato criteri diversi per scegliere queste canzoni – tutte hanno rappresentato per me, in momenti diversi della vita, un importante rifugio per la mia tristezza. Alcune le ho cercate per il tipo di dimensione sonora che proponevano, altre per il testo, altre perché toccavano delle armonie che provocavano in me un’eco. Alcuni dei più grandi maestri della canzone triste appartengono alla tradizione musicale brasiliana. Da qui la scelta dei primi due brani. Ho poi proposto alcuni brani oscuri in cui la voce di una donna sembra vagare, sospesa nel nulla. Altri brani li ho scelti perché i loro testi innescano in me un particolare flusso di coscienza… Buona scoperta!”

Fernando Mendes – Você Não Me Ensinou a Te Esquecer
Una canzone d’amore brasiliana in cui testo e musica si sostengono in modo straordinario – Tradotto liberamente da me dal portoghese:
“E adesso? Che cosa faccio della mia vita senza di te?
Tu non mi hai insegnato
come si fa a dimenticarti”.
Quando l’incontro con una persona è assoluto, abbiamo la sensazione di imparare infinite cose nuove grazie a lei… ma nessuno ci insegna come fare a meno di lei quando, poi, la perdiamo.

Caetano Veloso – Oceano
La tristezza di questo brano è tutta radicata nello sviluppo armonico e nella capacità interpretativa – le note e l’interpretazione vocale di Caetano sono profondamente tristi.
“Enfim… De tudo o que há na terra,
não há nada
em lugar nenhum
que vá crescer
sem você chegar
longe de ti tudo parou….
Amar é um deserto
e seus temores…
e esqueço que amar é quase uma dor”.
Tradotto liberamente da me dal portoghese:
“Alla fine, di tutto quello che c’è sulla terra…
non c’è nulla
che potrà mai crescere
se non torni
lontana da te tutto si ferma…
Amare è un deserto
e le paure che racchiude…
Mi dimentico che amare è quasi un dolore.”

Florence + the Machine – What Kind of Man
“Trying to cross a canyon with a broken limb…
Were on the other side,
like always,
wondering what to do with life”.
Questo è un pezzo non solo triste, ma anche energico e reattivo. Il brano si apre in una dimensione di limbo totale e propone questa immagine di te che cerchi di attraversare un canyon con una gamba rotta – vedendo l’altro dall’altra parte, come sempre… È la tristezza provocata dalla disconnessione dagli altri, dall’impossibilità di raggiungere davvero qualcuno.

Lana Del Rey – High by the Beach
Questo è un pezzo che a un primo ascolto superficiale può sembrare abbastanza allegro, ma il tema centrale del brano è la fuga:
“Being here is harder.
I can’t survive
if this is all that’s real…
All I wanna do
is get high by the beach,
get high by the beach,
get high”.
Dedicato ai momenti di tristezza in cui il peso dell’esistere diventa quasi insopportabile e la fuga appare come l’unico modo per arrivare a un momento migliore.

Tosca – Ho amato tutto
“Ma stasera non mi riesce niente…
E sento ancora addosso le tue mani
che mi spostano più in là,
dove si vive solo di uno sguardo…
[Tu sei] un treno che è partito
sparito in mezzo al blu”.
È il momento della resa, in cui ti rendi conto che qualsiasi cosa tu faccia non vale più dell’amore che hai provato – per tutte le cose, grandi e piccole.

Laura Doggett – Phoenix
Questo pezzo per me è triste per il mondo sonoro nel quale ci immerge: l’atmosfera restituisce un senso di vuoto totale, della terra bruciata attorno a te – come quando ti svegli e ti rendi conto di uno sbaglio che hai fatto o che devi ripartire da zero. In questa tristezza c’è anche un po’ di liberazione. Quando sento di aver toccato il fondo proprio da lì comincio a percepire la possibilità di risalire.

Juliette Irons – Lighthouse
Questo pezzo in me evoca tristezza sia per le scelte sonore sia per ciò che racconta. Descrive quella sensazione di essersi persi
“The wind is blowing me away
there’s nowhere left to land
I’m looking for a lighthouse,
something I can follow when
the darkness seems to swallow me whole…
the salt is sinking in my soul…
Lighthouse,
I need a little light to guide me back home…
Is there anybody out there who can
bring me back?”
È la tristezza di chi viaggia, di chi viaggia e lascia alle spalle ciò che conosce prima di aver trovato un nuovo approdo, quel momento di attesa in cui non riesci ancora a riconnetterti, a riconnetterti con qualcuno o qualcosa che dà un senso al tuo giorno.

Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Max Gazzé – L’amore non esiste
Questo è un brano che forse non intende neanche essere triste… È un testo molto lucido di grandi autori che smantellano le certezze a cui ci aggrappiamo facilmente. Triste dunque è riconoscere – ognuno a modo proprio – qual è il limite del proprio pensare, e che qualcosa che credevamo vero forse non lo è affatto.

Niccolò Fabi – Una somma di piccole cose
Perché, nella tristezza, rimane fino all’ultimo un barlume di speranza: che in una piccola cosa ci possa essere la svolta, un nuovo capitolo, quel raggio di luce che serve.

Wir sind Helden – Leben lang üben
Ho scelto anche un pezzo tedesco della band Wir sind Helden, guidata dalla voce inconfondibile di Judith Holofernes. Questo pezzo parla dell’esercizio che si prova a fare quando amiamo qualcuno – e cerchiamo di rinunciare a ogni forma di possesso per lasciare totalmente libera la persona che amiamo.
“Ich bleibe nicht ruhig, aber… ich kann es lernen
Dann lass ich dich geh’n das letzte Stück zu den Sternen
Ich werde mein Leben lang üben
dich so zu lieben wie ich dich lieben will
wenn du gehst.”
Tradotto liberamente da me dal tedesco:
“Non riesco a stare ferma, ma…
potrei imparare,
poi ti lascio fare
quell’ultimo pezzo che manca
per raggiungere le stelle…
Mi eserciterò per tutta la vita
per amarti come voglio amarti…
quando te ne andrai.”
La tristezza forse sta nella tensione che trasmette la canzone “mi eserciterò tutta la vita”… Non è una cosa che riusciamo a fare senza esercitarci perché d’istinto tratteniamo chi amiamo.

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