Amarene è il progetto della cantautrice genovese Irene Marchesano, che debutta con Psoriasi, un EP intimo e diretto in cui il corpo diventa voce delle emozioni trattenute. Tra indie pop e scrittura delicata ma disincantata, Psoriasi trasforma fragilità, inquietudini e crescita personale in sei brani che oscillano tra leggerezza e profondità, dando forma a tutto ciò che per troppo tempo è rimasto inespresso. Ne abbiamo parlato con lei.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Abbastanza. Le mie canzoni nascono quasi sempre da una situazione di disagio o malessere. Scrivere e cantarle per me è una forma di liberazione, e forse contribuisce anche alla mia felicità: mi permette di processare le emozioni, dare loro un nome e trasformarle in qualcosa di condivisibile.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DI PSORIASI, E PERCHÉ?
Direi Ripulire. A differenza degli altri brani del disco ha un tono più sommesso; il tempo è scandito dal tic tac di un orologio, che accompagna una sensazione di svuotamento. In un certo senso è una canzone d’amore, perché attraversa la delusione che resta quando il bisogno di autenticità si scontra con la realtà “non possibile”.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
Quelli come noi. Anche se parte da una zona grigia, sospesa come la sensazione delle montagne russe: un momento sei in alto, quello dopo cadi. Nel ritornello la melodia si apre con naturalezza ed è pensata per essere cantata. Mi piace perché trova un equilibrio tra immediatezza e profondità.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
I miei brani partono spesso da una condizione di difetto o fragilità, ma in qualche modo si aprono sempre verso una possibilità positiva. Mi riconosco in questo anche nella vita: magari davanti a un problema mi scoraggio inizialmente, ma poi cerco sempre un modo per vedere altro, o per attraversarlo. Se questa trasformazione arriva a chi ascolta, forse lì c’è una forma di felicità.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Le prime tre che mi vengono in mente: Liability di Lorde, La ballata dell’amore cieco di Fabrizio De André, Friends That Break Your Heart di James Blake.

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