Monografia è l’album d’esordio sulla lunga distanza di Mela Indie, incarnazione artistica di Vito Antonio Indolfo, musicista e songwriter pugliese attivo dai primi anni duemila. Già frontman di band di culto della scena alternative del sud Italia come Odi et Amo e AcomeandromedA, il suo stile si contraddistingue per un cantautorato ricercato ed assolutamente non convenzionale, poetico nel dare respiro a una serie di canzoni cantate principalmente in italiano e con un ruolo importantissimo giocato dagli arrangiamenti. Il motivo è uno, l’amore che si comprende essere tale quando lo si è perduto e su questo errore banale, tremendo e inflazionato si compone un percorso autobiografico che denuda totalmente il cuore dell’autore, specifica lo stesso artista. Ne abbiamo parlato con lui.
QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Tanto, sembra il mio ritratto, anche se in verità le mie canzoni, pure laddove potessero dirsi tristi, mantengono sempre, in ogni nota e in ogni sillaba, una grande gioia di fondo, infinita, che è la pienezza della vita.
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, MONOGRAFIA, E PERCHÉ?
Forse se tu che tra l’altro è l’unico testo di monografia che non ho scritto io, ma da Maurizio Santangelo, nel 1969. Si tratta di una poesia d’amore plumbea e profonda, ma pure qui ci sta la vita che è infinita e quindi luce, luce per sempre.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Direi Lucio Dalla, che ha la musica allegra e pazzerella, pimpante, saltellante di qua e di là come il ballo di un bambino che saltella e si diverte mentre fuori il mondo, ma lui solo il cielo avverte.
IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Esattamente così, ascoltandola, veramente.
QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Margherita di Riccardo Cocciante, Stelle di Mia Martini, Metaponto di Paolo Moretti e qui si cambia decisamente spessore perciò ne aggiungo un’altra, invitandovi tutti ad ascoltarla: L’attimo dell’abbandono di Claudia Angelucci.
Ecco Monografia:


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