Derri (classe 1997) è voce e volto di un progetto nato tra Monza e Milano, dove il rock DIY si trasforma in un pop personale e un po’ tagliente. Il suo è cantautorato mascherato da pop ballabile: come quando si dicono cose serissime con ironia, e si finisce a ballare sulla tristezza. Michelle è il suo nuovo singolo, un brano dove ritmi elettronici e decisamente ballabili celano dall’anima più profonda, un gioco tra leggerezza apparente e introspezione, tipico dello stile dell’artista. Il pezzo racconta la storia di una ragazza che ha imparato a identificarsi esclusivamente con un ideale esterno di bellezza, incarnato da Michelle Hunziker. Le loro vite si intrecciano in un racconto che esplora la graduale presa di coscienza della protagonista, il desiderio di liberarsi dalle aspettative e la scoperta di una propria imperfetta autenticità.
Insieme al suo singolo, è lo stesso Derri a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo Michelle:
Lucio Dalla – Quale allegria
Vivo cercando di conservare una visione della “felicità” vicina a quella della Mindfulness e le filosofie orientali: una vita dedita ad inseguirla non puó che essere deludente in quanto l’esperienza prevede tutte le emozioni. A questa pagina piace essere triste, nei limiti della sopportazione, e questo è decisamente più sano. A modo suo, Lucio Dalla aveva scritto una canzone che ironizzava sulla felicità e il suo essere sempre e solo di passaggio. Manchi tanto, Lucio!
Giorgia – Gocce di memoria
Gli archi di questo brano sono stati in grado di straziare il cuore del me di sette anni. Non so cosa potesse risuonare in me al tempo ma lo fa ancora adesso. La mia opinione è che sia LA canzone triste.
David Gilmour – A Boat Lies Waiting
Da floydiano ho, come tutti, sperato in una reunion fino all’ultimo. Quando è deceduto Richard Wright nel 2008, le speranze di milioni di persone si sono infrante, aggiungendo dolore al dolore della perdita. La canzone di Gilmour in onore del suo vecchio compare rappresenta anche il sentimento di molti che sono rimasti ad aspettare qualcosa che non si realizzerà mai più. Triste ma magica, come ogni cosa che quest’uomo abbia fatto d’altronde.
Fleetwood Mac – Silver Springs
Il love drama del brano si intreccia con quello degli autori, raddoppiandone la bellezza già spropositata. Mi piace perché è ambientata in quella parte di processo di separazione in cui prevale la rabbia e si arriva a maledire l’altra persona. Sempre tanta roba!
Caparezza – Pathosfera
Non potevo mettere questo piccolo recente capolavoro di un artista infinito. Critica la repressione delle emozioni per potere sopravvivere di fronte a tutti i mali personali e globali che osserviamo, ma l’emozione che arriva a comunicare è chiara: la tristezza. Quella di avere rinunciato ai colori scuri della vita, per non farci carico del suo peso.
DiMeglio – Anche Spiderman
Per me è importante inserire uno dei capolavori nascosti del bell’indie andato. Ho avuto la fortuna di sentire Duilio interpretarla più volte, ognuna sempre magica. Amo il messaggio per cui le persone normali (come Spiderman) siano eroi per il semplice fatto di dover vivere le pene d’amore.
Derri – Fatti miei
Non potevo aggiungere questo mio brano sulla necessità di soffrire per poter andare oltre a quello che abbiamo perso, che si fa ricordare sfumando in ogni piccola cosa. È una canzone nata per necessità, per catarsi, ho sofferto nella sua creazione, ma dopo è stato tutto diverso e più leggero.
Kotomi & Ryan Elder – Live Forever
Brano classico degli Oasis, reso più drammatico con una versione acustica speciale, da accompagnare alla puntata di Rick e Morty per la quale è stata scritta. Lacrime assicurate.
The Beatles – For No One
Pezzo meraviglioso dei più grandi di sempre: la dolce malinconia di una separazione dove la voce e il piano di McCartney fanno sembrare un forte dolore personale qualcosa di pittoresco e quasi comico, senza cadere in tragedia. Visto da fuori, sappiamo tutti com’è. Menzione speciale per l’assolo di corno francese.
Mina – E se domani
Mio nonno la cantava sempre, sciabattando per casa sua. “E se domani, e sottolineo se, all’improvviso perdessi te, avrei perduto il mondo intero e non solo te”. Non ho altro d’aggiungere.


Aggiungi un commento