A quattro anni dal primo album e nel mezzo dell’attività costante con i C+C=Maxigross, torna il progetto solista di Tobia Poltronieri, alias Tobjah. La via di un pellegrino, il suo nuovo lavoro, è un cammino tortuoso tra luce e oscurità, dove attitudine dub, reminiscenze hip hop e atmosfere ambient incontrano la canzone contemporanea. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Credo di avere una vena malinconica che spesso traspare dalle mie canzoni tanto quanto la gioia e la serenità, come del resto percepisco la (mia) vita, tra alti e bassi. Una volta esprimevo emozioni in forma canzone, senza preoccuparmi della conseguente reazione dell’ascoltatore. Adesso la vera sfida, per quanto mi riguarda, è coniugare l’emozione che provo a mettere in musica con l’emozione che voglio innescare nella persona che ascolta. Indipendentemente dal tipo di emozione, triste o felice, malinconica o gioiosa che sia.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, LA VIA DI UN PELLEGRINO, E PERCHÉ?
Credo che tutte le canzoni di questo disco si muovano tra gli alti e bassi della vita, e quindi ciò che definiamo “triste” (“mi sento giù”) e “felice” (“su di giri”). Solo accettando il movimento costante di questa onda ho iniziato a vivere meglio, non preoccupandomi dei momenti difficili (che ovviamente passeranno e torneranno) e non illudendomi che gli attimi di esagerata gioia dureranno nel tempo. La più rappresentativa di questa sensazione probabilmente è Incubo, il cui testo è di mio nonno Tazio Poltronieri. In fondo ad un incubo oscuro troviamo la luce, l’alba nell’imbrunire dell’esistenza.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Probabilmente Nuova stagione, perché è più concentrata sulla rinascita, che tendenzialmente è un atto che riconduciamo alla felicità.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Preferisco il concetto di “contentezza” rispetto a quello di “felicità”. Mi ha colpito molto il pensiero di Rollo May, che contrapponeva la felicità alla gioia, dicendo che la felicità è la sensazione di appagamento che abbiamo quando mangiamo qualcosa, quella soddisfazione data dalla conferma e della sicurezza, mentre la gioia è la curiosità di non sapere cosa mangeremo, che ci porta ad andare avanti verso l’ignoto compiendo sfide che mai avremmo potuto immaginare se fossimo rimasti a goderci i piatti che conosciamo benissimo. Se la mia musica potesse innescare qualche domanda, qualche curiosità verso nuove emozioni e riflessioni, magari invogliando a fare parte di questo percorso, che io in primis non so dove mi porterà, mi sentirei veramente “contento”.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Oggi pomeriggio, 31 maggio 2022 alle 16:30, le mie tre canzoni preferite nel coniugare tristezza e gioia (o liberazione) trovo Can’t Go Through With Life “12 mix” 1979 di Marie Pierre, La piccatura di Rosa Balistrieri e Symphony No. 3 Final Movement di Beth Gibbons / Penderecki / Górecki.

Ecco La via di un pellegrino:

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