Abbiamo già conosciuto Marta Tenaglia con due singoli come Ventilatore e Osmanto, scoprendola come uno dei più sorprendenti talenti della nuova scena italiana. Oggi è uscito Guarda dove vai, il suo album d’esordio, il racconto del primo passo verso la consapevolezza, la traccia che si segue per disegnare la propria esistenza, il confine tra ciò che si è e ciò che si vuole diventare. Ne abbiamo parlato con lei.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Dipende cosa intendiamo per felicità! È un concetto che in generale mi sta un po’ stretto, preferisco parlare di consapevolezza e serenità rispetto alla propria vita e a quello che si sta facendo. Faccio musica triste perché scrivo quando faccio fatica a reggere un’emozione e quindi la indago, la scavo; vivere mi piace un sacco e lo faccio con gioia, ma quasi mai ne scrivo.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, GUARDA DOVE VAI, E PERCHÉ?
Sono Oceano, perché l’ho scritta in un momento di grande crisi e parla del dolore della fine di un amore. Non si riferisce a una relazione in particolare ma proprio al lutto che accompagna ogni fine. L’amore a volte finisce e questo per me è una delle cose più dolorose.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Sempre Sono Oceano, perché parla anche di rinascita, di vita e di libertà.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Spero che ascoltando la mia musica le persone possano sentirsi capite; io mi sento al posto giusto nel mondo quando sento che qualcun* mi vede, per come sono.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Skinny Love di Bon Iver, Oltre di Erica Mou e in assoluto Hope There’s Someone di Antony and the Johnsons.

Ecco Guarda dove vai:

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