Fuorisede è il nuovo EP di LeUltimeParoleFamose, un lavoro che racconta il bisogno di trovare il proprio posto in un mondo frenetico e disorientante. Attraverso temi come distanza, amore, rabbia e appartenenza, trasforma esperienze personali in uno sguardo generazionale e contemporaneo. Tra cantautorato e influenze R&B, la cantante romana (che oggi vive a Milano) esplora la possibilità di reagire al disagio e costruire nuovi spazi in cui riconoscersi. Ne abbiamo parlato con lei.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Non credo nelle emozioni a compartimenti stagni, penso che si possa essere persone felici e allo stesso tempo convivere con le proprie ombre. Faccio musica che spesso nasce da momenti fragili, malinconici o da domande che mi porto dentro, ma a volte parto anche da ricordi o momenti felici, scrivere mi aiuta a codificare le mie emozioni.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP, FUORISEDE, E PERCHÉ?
Credo che la canzone più triste dell’EP sia Umore blu, perché affronta temi come il burnout e la depressione. In realtà però, mentre la scrivevo non volevo soffermarmi solo sulla tristezza: mi interessava soprattutto raccontare quanto sia importante condividere il proprio dolore e non lasciare che ci isoli dagli altri. Per me è una canzone che parla di vulnerabilità, ma anche della forza che può nascere quando troviamo il coraggio di chiedere aiuto.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
Penso sia Vacanze romane, perché la canzone è ambientata in un monolocale a Roma in pieno agosto e a un certo punto scrivo che non ci serve andare al mare, perché stiamo già bene lì. Per me è questo il senso del brano: capire che spesso la felicità non dipende dal luogo in cui sei, ma da chi hai accanto. La felicità la volevo inserire nelle piccole cose e nella fortuna di poter condividere la quotidianità con la persona che ami.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non so se la mia musica possa rendere felice chi l’ascolta, anche se ovviamente lo spero. Quello che mi auguro davvero è che le persone possano riconoscersi nelle mie canzoni e sentirsi meno sole. Se una mia canzone riesce a far pensare a qualcuno “quello che sto vivendo lo ha vissuto anche qualcun altro”, allora credo abbia già fatto qualcosa di importante.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Questa domanda è davvero difficile perché nella storia della musica ci sono tantissime canzoni tristi bellissime. Al momento mi vengono in mente queste tre, che hanno tre modi diversi di raccontare la tristezza. La prima è Strange Fruit di Billie Holiday, che per me è una delle canzoni più potenti di sempre: non parla solo di dolore personale, ma di un dolore collettivo e ha segnato profondamente la storia della musica. Poi direi Wish You Were Here dei Pink Floyd, che racconta il senso di assenza e di distanza in modo molto semplice ma devastante. E infine Almeno tu nell’universo di Mia Martini, che per me è una delle espressioni più intense della disillusione e del bisogno di autenticità nei rapporti umani.

Ecco Fuorisede

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