Qualche mese fa avevamo presentato Slow Down, singolo di Madisine, il nuovo progetto del bolognese Matteo Zanotti. Ora è uscito il suo primo album, The Storm is Over, che mostra influenze che spaziano dall’indie rock degli anni 90 alle sonorità più ipnotiche dello shoegaze, unendo un suono fresco e originale a un approccio autentico e crudo alla scrittura. Ne abbiamo parlato con lui.
QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Non mi considero una persona triste, ma rispetto alla visione comune delle persone ho sempre avuto una percezione più oscura che io chiamo oggettiva. Scrivere canzoni tristi mi rende felice.
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, THE STORM IS OVER, E PERCHÉ?
Può cambiare di giorno in giorno ma oggi ti direi Myself, triste nel testo che nella melodia.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Sicuramente Between Fairies and Dogs, che sebbene abbia molta tristezza ha anche molta felicità.
IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Se ti identifichi in un testo può sicuramente aiutare a sentirsi meno soli nell’affrontare le difficoltà della vita di tutti i giorni.
QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Street Spirit (Fade Out) dei Radiohead, Heaven Knows I’m Miserable Now dei The Smiths e Just Wanna Forget You di Maro
Ecco The Storm is Over:


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