Mary Bianco è una giovane cantante nata a Roma nel giugno 2005 ma cresciuta a Ravenna e attualmente a Bologna: Rumore bianco è il suo nuovo EP, in cui esplora territori vicini all’elettronica, al jazz e al soul mischiati al cantautorato italiano. “Con questo EP – dice Mary – ho voluto esplorare quel confine sottile tra il caos che mi porto dentro e l’equilibrio che cerco di dare al mondo attorno a me. Il titolo non è solo un gioco di parole con il mio cognome (Bianco), ma una metafora di come il disordine interiore, se accolto, possa trasformarsi in una frequenza rassicurante”. Ne abbiamo parlato con lei.
QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Quando scrivo canzoni raramente sono felice ma posso dire di essere felice di fare musica triste.
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, RUMORE BIANCO, E PERCHÉ?
Disordine. Perché è un’esplicita dichiarazione di confusione, un caos che non trova di fatto chiarezza e non vuole trovarla, perché d’altronde io “in mezzo alla polvere vedo meglio i contorni”.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Direi Marea, una canzone che parla dell’avere diciott’anni, una sorta di inno alla spensieratezza in un mare nascente di responsabilità.
IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
La mia musica potrebbe rendere felice chi l’ascolta cullandola in un mare mosso e a volte calmo di emozioni, un viaggio riflessivo dentro e fuori di sé.
QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Difficile come domanda… ma direi Sporca estate di Piero Ciampi, Cantico dei drogati di Fabrizio De André e Cammina cammina di Pino Daniele.
Ecco Rumore bianco:


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