About Blank è il progetto solista del cantautore pugliese Gabriele Dalena, che fonde indie folk, ambient ed elementi alternative rock in un linguaggio sonoro intimo e cinematografico. Il suo nuovo EP si intitola All Things Behind ed è un attraversamento emotivo fatto di confessioni sussurrate e ricordi che riaffiorano, un racconto della fatica, ma anche della grazia, di essere sinceri con se stessi. Qui il dolore non è più un nemico da combattere, ma una lingua nuova da imparare: quella della vulnerabilità. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Mi interessa il processo di ricerca, magari senza fine, ma che segni un percorso.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, ALL THINGS BEHIND, E PERCHÉ?
Probabilmente The Aftermath of a Lost Love, parla sì di amori perduti, come dice il titolo, ma è molto più di così; parla della perdita della capacità di amare, amarsi, riconoscersi quindi quell’amore del titolo è più interno che esterno.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Direi la title-track All Things Behind, sì malinconica ma piena di speranza, quella di lasciarsi “tutto alle spalle”, cos’è poi quel tutto? Ognuno ci ritrova il suo personale “tutto”.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Riprendendo la risposta precedente, un ascoltatore può rispecchiarsi nella volontà di voltare pagina, lasciarsi tutto dietro, temi ricorrenti nell’album, dandone una connotazione personale.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Ce ne sarebbero decine da cui scegliere, vediamo: Alesund di Sun Kil Moon, Re:Stacks di Bon Iver e If You See Her Say Hello di Bob Dylan.

Ecco All Things Behind:

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