Unpredictable Blooming è l’EP d’esordio di Swayglow, progetto solista dell’artista veronese Giulia Cinquetti, già bassista delle shoegaze band venete You, Nothing. e May Eyes Love. Avevamo già presentato i singoli Amniotic e Light Dust, ora scopriamo un lavoro che racchiude cinque brani dalle tinte dark, shoegaze, noir e dream pop, interpretati da tre voci femminili selezionate per le loro caratteristiche uniche e differenti, indispensabili al racconto delle diverse atmosfere del disco. Ne abbiamo parlato con lei.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Totalmente inclusa nel bipolarismo Hypfiniano.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP, UNPREDICTABLE BLOOMING, E PERCHÉ?
Jasmine. Sicuramente è il brano più viscerale, dove si percepisce la perdita di orientamento e una sorta di buio interiore.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Amniotic perché la sua energia è la purezza e l’incanto di un nuovo inizio.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Perché si sente felicemente un eroe della vita nella sua tristezza.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Solo tre è durissima: Atmosphere dei Joy Division, Roads dei Portishead, Catch The Breeze degli Slowdive.

Ecco Unpredictable Blooming:

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