Fringuello è un progetto lo-fi e DIY nato da un’idea di Lorenzo Fringuello e successivamente evoluto in una band formata da quattro ragazzi di Terni. Déjàvu è il titolo del nuovo album, un lavoro che esplora territori introspettivi e onirici, in cui i testi scorrono per immagini seguendo il flusso della musica, fino a fondersi con essa. Chitarre riverberate e morbide, bassi pulsanti e batterie dinamiche avvolgono una voce sognante e delicata, dando forma a un viaggio sonoro intimo e luminoso. Ne abbiamo parlato con lui.
QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Non credo di essere una persona triste, anzi, sono molto contento e fortunato per la vita che faccio, così come non credo di far musica triste. Credo che la parola giusta per la mia musica sia “nostalgica”, ma nostalgica nel senso buono del termine, come quando guardi una foto del passato e sorridi.
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, DÉJÀVU, E PERCHÉ?
Musicalmente la canzone più triste credo sia quella che chiude l’album, Nei mondi. Forse perché è la canzone meno arrangiata, forse perché è la più lenta e intima. Come testi beh, nessuna canzone è proprio felice, ma si evince sempre un po’ di libertà e felicità dai testi delle mie canzoni.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Anche qui, non credo ci sia proprio una canzone felice, musicalmente credo sia Franz, anche per come è stata composta: è stato un gioco dalla prima all’ultima nota.
IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Sinceramente non lo so, è già tanto che qualcuno doni il suo tempo per ascoltare una mia canzone, ed è già felicità.
QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Domanda tosta: She’s Leaving Home dei The Beatles, Lei disse dei Verdena, Mother di John Lennon.
Ecco Déjàvu:


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