i sordi sono un duo vicentino composto dai fratelli Matteo e Riccardo Nicolin, tra groove electro-funk e contaminazioni di vario tipo. Dopo due EP, Shockini è il primo album del duo e rappresenta non soltanto un’evoluzione stilistica ma anche un momento di sintesi delle esperienze, delle sperimentazioni e della visione artistica che il duo ha costruito in questi anni – attraverso un linguaggio che mescola elementi elettronici, funk, acustici, e testi che guardano alla condizione contemporanea con lucidità e ironia. Ne abbiamo parlato con loro.

QUANTO VI SENTITE HYPFI? CIOÈ, FATE MUSICA TRISTE MA SIETE PERSONE FELICI?
Siamo persone travolte dalla tristezza e dalla felicità in modo randomico in base a come va la vita da dentro e da fuori. La nostra musica reagisce a questo gioco pazzerello che è la vita.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL VOSTRO ALBUM, SHOCKINI, E PERCHÉ?
La canzone più triste dell’album è bunker. Nonostante la musichetta felice e pazzerella il protagonista è rassegnato, disilluso, triste, ferito e l’unico modo che ha per continuare ad esistere è chiudersi.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
La canzone più felice dell’album è va bene. Dopo un album tutto tirato, pieno di colpi di scena e pazzerello si arriva alla distensione, all’accettazione e si dice “va bene così”.

IN CHE MODO LA VOSTRA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
La nostra musica potrebbe rendere felice le persone che sorrideranno a dei testi un po’ sopra alle righe e a chi danzerà sopra agli incastri ritmici/armonici pazzerelli.

QUALI SONO LE VOSTRE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Le nostre tre canzoni tristi preferite di sempre è una domanda pazzerella ma proveremo a rispondere: Time di David Bowie, La giraffa di Imola di Vinicio Capossela, Firenze di Ivan Graziani.

Ecco Shockini:

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