Al porto è l’album di debutto di Flaminia Gallo, in arte Flaminia, cantautrice di Livorno cresciuta oltreoceano tra la musica classica e l’opera. Un lavoro in cui trasforma lettere, ricordi e confessioni in un racconto universale, una trama di voci che invita ad accogliere la vulnerabilità e a riconoscerla come una forza condivisa. Ne abbiamo parlato con lei.
QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ: FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Direi che mi sento una persona felice, ma impregnata di malinconia. Non so mai bene se la mia musica sia triste o felice: è soprattutto emotiva e riflessiva. E quando si riflette, spesso si scivola in quella zona sospesa dove le cose diventano più profonde, e quindi a volte più “dolorose”, anche se non lo sono davvero. Io sono così: vivo intensamente, ma con uno sguardo che sa che niente è per sempre. A volte mi distacco dai momenti come se fossero già ricordi, per sentirli meglio, per farli sedimentare.
QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM AL PORTO, E PERCHÉ?
Per me la canzone più triste è Falene. Racconta di chi nasce nel posto sbagliato, senza possibilità di scegliere, senza il diritto di diventare grande, forse. È una canzone che parla di destini fragili, di vite che bruciano nel buio come la luce delle falene. È triste perché mostra la mancanza di un futuro possibile.
E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
La più felice è Da sempre. È una dichiarazione d’amore, ed essere innamorati è una delle forme più piene e semplici di felicità.
IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non so se la mia musica renda felici. Forse non è questo il suo compito. Però una cosa succede spesso, soprattutto ai concerti: le persone mi dicono “Grazie, perché ti ho sentita”. E per me è tutto lì. La felicità, quella vera, è sentirsi visti e riconosciuti, trovare una vibrazione comune. Se la mia musica può fare questo — aprire un canale, uno spazio di empatia — allora sì, forse può portare una forma di felicità: quella che nasce dal sentirsi meno soli.
QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Le mie tre canzoni tristi del cuore sono No Surprises dei Radiohead, Yellow dei Coldplay, Era già tutto previsto di Riccardo Cocciante.
Ecco Al porto:


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