Krano è il progetto di Marco Spigariol, che dopo Requiescat In Plavem e Lentius Profundius Suavius torna con un kolossal doppio album, la sua prima colonna sonora originale, scritta per il film Le città di pianura diretto da Francesco Sossai. Una musica che intreccia la desolazione del Piave e le nebbie della laguna con quel folk psichedelico, sospeso e allucinato, che da sempre caratterizza il cantautore veneto. Un incontro perfetto per la visione cinematografica di Sossai, toccante e spensierata, la musica di Krano racconta il “Veneto profondo” cantando in dialetto ma con con un suono che richiama la grande tradizione del folk americano degli anni 70, brani che oscillano tra la scioltezza di Nashville, il gotico italiano e ballate stregate. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Faccio musica triste per stare meglio e sì, sono una persona felice quando faccio musica.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, LE CITTÀ DI PIANURA, E PERCHÉ?
Coparse: parla del mio suicidio. Mi è servito scriverla per esorcizzare pensieri negativi.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
La Ninna Nanna perché è una semplice ninna nanna, una buonanotte fatta a carillon.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Secondo me, ma penso che valga anche per gli altri, le canzoni tristi arrivano meglio all’animo delle persone perché più vere: c’è più empatia e fanno sentire una connessione che ti fa stare meglio.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Mi vengono in mente solo canzoni di Bill Callahan, ma cercherò di citarne anche altre: Left Only With Love degli Smog, Frankie Teardrop dei Suicide; invece, rimanendo in Italia e riprendendo le ninne nanne e il dialetto veneto, E Dormi Dormi del Canzoniere Popolare Veneto.

Ecco Le città di pianura:

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