Una pioggia sottile è il terzo album di Roberto Sarno, musicista toscano di adozione che dalla fine anni 80, prima con i Dive, e dopo attraverso altri progetti, collaborazioni e produzioni per altri artisti, si è segnalato nel panorama indipendente italiano per la sua capacità di fondere il suo sound writing personale e creativo e senza barriere di genere, esplorando anche l’elettronica. Si tratta di un disco complesso e sofferto che racchiude le emozioni forti di un’epoca vissuta tra avvenimenti che hanno impattato l’umanità, come i disastri ambientali, la pandemia, la guerra in Europa e i fenomeni sociali come il flusso dei migranti verso i paesi occidentali. I testi descrivono alcune storie in questo contesto, con un filo conduttore che passa attraverso l’elaborazione di un lutto e l’attaccamento alla vita.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
È proprio il contrasto della tristezza con la felicità che mi porta ad accettare le contrarietà. Scrivere di cose tristi è la consapevolezza che porta alla condivisione dell’ego; questa partecipazione è un percorso verso la felicità. Una felicità che di fatto non esiste, è uno stato discontinuo contrapposto che proprio nella sua alternanza appaga gli animi. Amo la vita e tutto ciò che la compone ed è in questa atavica instabilità che io mi sento felice.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, UNA PIOGGIA SOTTILE, E PERCHÉ?
Il vuoto intorno è la profonda tristezza dell’assenza, è un flusso interrotto, è l’annullamento della presenza continua, è l’inesorabile morte di una persona cara. Con il tempo e con fatica il pensiero la ricompone, è una mutazione che lascia degli spazi, ma di una potenza indescrivibile.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Ogni notte a Milano è la storia di un figlio che ritrova finalmente se stesso, la sua strada, la sua forza di superare le contrarietà che lo hanno marcato per sempre, l’orgoglio di avere avuto la tenacia per risalire da solo. Chi non vorrebbe la felicità per i propri figli?!?

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Nella concezione dell’album Una pioggia sottile ho cercato l’equilibrio nella contrapposizione tra l’attaccamento alla vita e la percezione della morte. Vorrei che ascoltare questo album possa indurre a riflettere sul più sublime valore della vita. Afferrando questo senso delle cose si cavalca un’onda di vibrante felicità.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Sono molte più di tre le canzoni tristi che mi fanno da sempre sognare. Ma le prime che mi vengono in mente adesso raccontano del distacco eterno e del momento della relativa consapevolezza, della guerra di coloro che idealizzano la resistenza, della fuga e della paura: Space Oddity di David Bowie, Rebel Waltz dei The Clash e Exit Music dei Radiohead.

Ecco Una pioggia sottile:

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