Marco Giongrandi – isolano di origine, milanese di nascita, brussellese d’adozione – ha iniziato un progetto di canzoni. Cantati in inglese, i pezzi parlano di ciò che Marco ama e di ciò con cui litiga, di quotidianità. La musica, per lo più acustica, a volte elettrica, punta senza fronzoli all’organico. The Doors and the Book è il nuovo emozionante singolo di Marco Giongrandi; un brano al contempo delicato e potente, in cui il racconto personale si fa testimonianza confortante contro il male del mondo, per raccontare l’incancellabile paura di rapportarsi ad una realtà troppo spesso ostile, la necessità di trovare una scappatoia a cui aggrapparsi.

Insieme al suo singolo, è lo stesso Marco Giongrandi a consigliarci 10 canzoni che con la loro malinconia possano renderci felici, perfette da ascoltare subito dopo The Doors and the Book:

“Per questa playlist ho deciso di scegliere alcune canzoni che mi hanno consolato per anni e a cui torno periodicamente. Altre invece sono di artisti che mi sono vicini per motivi diversi e che potrebbero accompagnarmi per gli anni che vengono. Il filo rosso è il conforto che ne traggo, grazie all’idea o l’impressione che nulla sia mai nero o bianco, triste o felice e alla capacità di questi artisti di rappresentare la complessità delle cose. Ovviamente mancano altre 1000 canzoni tristi che avrei voluto mettere: chiedo umilmente scusa a Elliott Smith, Sparklehorse, Blonde Redhead, PJ Harvey e molti altri”.

Nick DrakeCome Into The Garden
Inizio con il mio disco rifugio per eccellenza : Family Tree, compilation creata dalla sorella di Nick Drake e composta da registrazioni casalinghe del fratello – questa è la versione intera del brano che apre la raccolta. Le registrazioni sono state fatte attraverso il registratore a nastro che il padre aveva comprato per i figli. Ogni volta che sento quell’inizio, al di là della giornata o della nottata che posso aver avuto, mi sento tranquillizzato come un gatto preso dal coppino da mamma gatta. Dolore trasformato in un caminetto acceso.

Hendrik LasureWokje
Uno degli artisti che mi sta più a cuore nel paese in cui abito è Hendrik Lasure. Non so se nel suo caso si possa parlare di vera e propria tristezza, ma sicuramente la sua musica può far un sacco di bene.

Garance MidiMauvese Herbe (la suite)
Una delle cose più orribili (e tristi) che possa succedere a una donna trasformata in un atto di coraggio pazzesco. In un pezzo bellissimo! Viva Garance.

Buck MeekHalo Night
Quando questo pezzo è uscito ho pianto più volte mentre lo ascoltavo. Non so nemmeno perché, non ho capito le parole finchè non sono andato a cercarle, e mi ha reso dipendente per molto tempo.

Marco CarboniSeashell
Marco sa trasformare i periodi più difficili della sua vita in coccole per la nostra

MitskiA Burning Hill
Ho scelto questo brano di Mitski perché quando l’ho scoperto qualche anno fa l’ho ascoltato e riascoltato tantissime volte. Ho imparato a suonarlo e l’ho cantato spesso la notte, sussurrando per non disturbare i vicini. Un inno per musicisti vicini al burn-out

mòs ensembleRed Turtle
Un po’ di malinconia da un incredibile collettivo italo-belga di Gent. La voce di Astrid Creve mi fa sempre l’effetto “coppino di gatto” di cui sopra. In questo pezzo in maniera particolare.

Adrianne LenkerEvol
Visto il tema del blog volevo per forza mettere Adrianne Lenker ma ho fatto fatica a scegliere perché quasi ogni suo pezzo avrebbe funzionato in questo contesto. Ho pescato dall’ultimo disco, in cui forse Adrianne ha abbattuto i muri dell’intimità per creare dell’ultra intimità, della meta-intimità. Siamo praticamente nel suo salotto.

Adult MattersSweet Uragano
Ho scoperto Adult Matters recentemente grazie alla mia etichetta, e mi hanno subito colpito. Mi hanno ricordato Soko e tutte le lacrime versate ascoltando I Thought I Was An Alien

Billie HolidayI’ll Be Seeing You
Uno dei miei brani preferiti di sempre, cantato da Billie Holiday. Triste, tristissimo… e così bello

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