A sei anni da Belzebù pensaci tu, torna ad affacciarsi dal sottobosco musicale indipendente il cantautore pugliese Salvo Mizzle, con l’album Ultimamente sono io. Un lavoro frutto di un cantautorato emozionale dal retrogusto nostalgico. “È il racconto fotografico di 45 anni di gioie, dolori, fallimenti e conquiste. Tutto qui!”. Così lo presenta Salvo e con lui abbiamo parlato per saperne di più.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Allora vediamo. Mi piace la malinconia. Sono malinconico e nostalgico però è una dimensione che vivo bene, la vivo in modo romantico. Tendenzialmente più che felice sono positivo, con tanti alti e bassi.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, ULTIMAMENTE SONO IO, E PERCHÉ?
Penso Cuore di granita. Parla della condizione umana. Immaginavo un paesaggio apocalittico e ad attraversarlo su un’isola sospesa, un piccolo bambino vestito da pirata. Si chiede cosa ha potuto portare a tutta quella devastazione e riflette su cosa può fare lui per mettere a posto le cose. Scopre nel suo viaggio che la causa di tutto è l’insoddisfazione e la cattiveria dell’uomo. Tristezza a palate!

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Senza dubbio L’estate della terza media. Più per una questione puramente melodica. Per il resto, più che felice la definirei meno triste.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non ne ho idea. Se riesco a scrivere di situazioni, emozioni o immagini in cui gli ascoltatore si rispecchia, magari questo può aiutare a sentirsi meno soli. È un po’ quello che capita a me. Quando sono triste, ascolto solo musica triste e poi mi sento meglio.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Solo tre? Vai, sparo le prime che mi vengono in mente. Day Is Done di Nick Drake, Io ti faccio del male di Claudio Lolli e Come stavamo ieri dei Marlene Kuntz.

Ecco Ultimamente sono io:

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