I Teo Russo sono una (super) band toscana dream psych-pop formata da Georgia Costanzo (La Camera Migliore), Francesco Fanciullacci (La Camera Migliore, Granprogetto, Farewell to Hearth and Home, Mitici Gorgi) e Federica Camiciola (Mitici Gorgi). Il loro omonimo album d’esordio è un mix di fantasia e delicatezza, timbriche elettroacustiche, melodie oblique e venature lo-fi, parlando di sogni e di come affrontare la realtà grazie a essi, con l’intento di permutare le visioni con le emozioni. Ne abbiamo parlato con loro,

QUANTO VI SENTITE HYPFI? CIOÈ, FATE MUSICA TRISTE MA SIETE PERSONE FELICI?
Diciamo che l’intenzione non è proprio questa, però è vero che i nostri brani a tratti possono risultare tristi. Sicuramente hanno una forza evocativa sia per quanto riguarda i suoni che le parole, possono portare a provare sensazioni di vissuto, risvegliare ricordi e così anche suscitare tristezza perché magari rimandano al passato. Le nostre sono sempre delle piccole storie anche quando sembra, magari è solo un suono che ti porta indietro, magari sembra di non scorgerle, invece stanno raccontando qualcosa che è veramente accaduto e questo per chi ascolta, specialmente per chi “soffre” di nostalgia, può provocare tristezza. Trovo che la tristezza, quando non scade nell’autocommiserazione, sia un sentimento utile e prezioso, un esempio fantastico sono i film di Fantozzi. Siamo persone che cercano di essere felici. Facciamo quello che ci piace, con il coraggio di scegliere le persone che ci rendono migliori e più felici, a volte lo siamo molto. Spesso ridiamo dei momenti in cui non siamo stati per niente felici!

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL VOSTRO ALBUM, TEO RUSSO, E PERCHÉ?
La canzone più triste, per me, è Teorusso. Tutte le volte che la canto devo concentrarmi per far sì che non mi si chiuda la gola, perché prima o dopo mi viene da piangere. Rispondere a questa domanda è una bellissima opportunità e un esercizio non facile perché mi obbliga a spiegare con le parole quello che fino a oggi ho sempre sentito mentre ascolto o canto questa canzone, per cui intanto… grazie. La tristezza che mi provoca questa canzone credo che sia legata al fatto di raccontare i ricordi e i sentimenti di Francesco. Per questo mi sento sempre onorata ed emozionata e mi commuove sempre avere la fortuna di poter sentire e capire veramente un sentimento altrui. Avere la possibilità di sentirsi tanto vicino a una persona porta con sé la tristezza del fatto che a volte invece non è così, per lo meno per me. Non sempre riesco a comunicare o ad ascoltare come vorrei.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Come stai?. È una canzone che canto sempre con un gran sorriso perché è nata pensando ad un’estate in cui si andava alla ricerca di boschi bui per poter vedere le lucciole.
Una sera, un amico che stava passando un periodo di preoccupazioni mi ha chiesto di parlargli di un momento di vera felicità che avevo vissuto. Gli ho parlato di quando ero piccola e passavo le vacanze con mia nonna all’isola d’Elba. Delle sere mia nonna mi portava vicino ad un ruscello dove c’erano tantissime lucciole, mi faceva sedere e poi ne prendeva un po’, me le metteva tra i capelli dicendomi che ero la principessa del bosco. Durante le vacanze non portavamo mai le scarpe e mia nonna ci dava molta libertà. I pericoli erano pochi, è stato bellissimo e speciale, pensarci mi rende felice.

IN CHE MODO LA VOSTRA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Credo che il senso di appartenenza ci faccia sentire tutti più felici. Quando ci sentiamo connessi con gli altri, c’è anche un senso di sollievo nel sapere che altre persone sentono o vivono emozioni o situazioni simili alle nostre, sappiamo di non essere soli, questa sensazione si ha anche ascoltando la musica che ci piace con suoni e parole che condividiamo e incontrano il nostro gusto. Penso che questa possa essere la felicità per alcuni nell’ascoltare la nostra musica. Per esempio la nostra generazione ha avuto la fortuna di essere accompagnata da un sacco di musica bellissima, ripenso al fatto che fino a qualche anno fa la musica dovevi andartela a cercare e sapere dove fossero i concerti non era rapido come adesso con i social, per cui a volte quando sentivi un artista che ti piaceva, e questo succedeva perché magari eri a fare una vacanza fuori dall’Italia o magari qualche amico di una città più grande ti faceva sentire musica della sua zona, era veramente come aver trovato un tesoro e ti sentivi speciale come la musica che avevi trovato, era una gran gioia. Certo, è una grande felicità anche adesso che si può ascoltare subito praticamente tutto quello che si vuole.

QUALI SONO LE VOSTRE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Caspita, difficile scegliere. Sono stata al concerto dei Pixies un paio di mesi fa, alla terza nota di Where Is My Mind? stavo già piangendo. Sparklehorse, per esempio Apple Bad. The Marvelouse Dream di Damon Albarn, Annarella dei CCCP, Place To Be di Nick Drake, Fake Plastic Trees dei Radiohead, Love From Room 109 At The Islander di Tim Buckley.

Ecco Teo Russo:

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