Garçon raté è il primo album di Ali + The Stolen Boy, cantautorə e artista cresciutə tra l’Italia e la Francia all’esordio solista dopo aver scritto e suonato per diversi progetti tra musica e performance art. Dall’hip hop alla chanson française, dalla musica popolare pugliese all’electro, il suo primo EP è un manifesto della fluidità che attraversa la sua identità e la sua musica.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Al 3000%! È la mia teoria da sempre. Chi fa musica triste è in realtà molto felice nella vita, chi fa roba troppo felice e presa bene nel lavoro spesso compensa una tristezza profondissima. Una teoria assolutamente scientifica basata sul nulla. Ho la mia tristezza ovviamente ma sono soprattutto una persona estremamente ottimista nella vita! Nei miei pezzi e nella mia voce poi esce l’altra parte, quella più melanconica, e triste, o disperata. Pure mia madre me lo dice sempre con tono vagamente deluso: “sì, è bella la musica che fai ma è sempre triste”

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, GARÇON RATÉ, E PERCHÉ?
Hanno tutte un po’ di tristezza, bisognerebbe approfondire, triste come? Errore del Sistema è cupa, molto dark. Parte da una situazione quasi di sopraffazione, che però diventa un vaffanculo. Lia X è una canzone melanconica. È quella sicuramente più vicina al sentimento di morte e di rinascita… questo sì. Se la tristezza l’associamo alla morte e alla rinascita, allora sicuramente Lia X è la canzone più triste.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Felice felice, nessuna. Pure il mio tentativo di fare Errore del Sistema in scala maggiore è fallito miseramente quando la stavo scrivendo. Alla fine l’ho riscritta in minore ed è uscita una canzone molto più cupa che mi piaceva tantissimo. Forse la meno triste è Uranus, o Garçon Raté, i due pezzi si giocano il titolo di canzone meno triste direi.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Ballandola, usandola come colonna sonora incazzandosi e reagendo contro ciò che non va nella propria vita e venendo ai miei concerti! Alla fine, la mia musica è sempre un viaggio che va da qualcosa di complicato o difficile a un’emancipazione e una liberazione, odio crogiolarmi nella tristezza. La mia musica non si crogiola mai. Spero possa essere catartica, che possa permettere le persone di toccare delle corde emotive anche dark, di buttare fuori la tristezza e condividerla, come solo la musica sa fare, e stare meglio. È un album che può avere questo effetto ascoltandolo sia da soli che insieme ad altre persone, in realtà. Come possono essere felici? Direi troviamoci ai concerti e parliamone. È un album che dobbiamo suonare e vivere insieme, sicuramente.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
I Fell In Love With A Dead Boy, di Anohni con Antony and the Johnsons. Penso di averla cantata migliaia di volte, e raramente riesco a non crollare in lacrime, quindi non l’ho mai cantata in concerto, perché mi si spezza la voce. Un altro pezzo triste che amo è On brûlera di Pomme. Sono addicted alla sua voce, è una voce che riesce ad avere dentro tutta la tristezza. On brûlera è una canzone di amore e di separazione, e le protagoniste sono due donne, anche questo forse mi emoziona. Il terzo pezzo è sicuramente Formidable di Stromae, che esattamente come I Fell In Love With A Dead Boy è un pezzo impossibile per me da cantare o da ascoltare senza piangere. Poi è difficilissimo nell’interpretazione di quello che racconta. È un tipo ubriaco per strada che guarda il mondo, che è stato rigettato dal mondo, dalla sua vita, ha perso tutto da un giorno all’altro e si ritrova per strada. Guarda il mondo dicendo: pensate di essere meglio di me, di aver capito tutto e di avere delle vite perfette… e c’è una tristezza disperata che viene tutta dall’interpretazione. E da questo punto di vista, Stromae, in quel pezzo, vince.

Ecco Garçon raté:

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