I Letters of May vengono da Firenze e propongono sonorità elettro-acustiche sempre innestate su un impianto saldamente folk, a tratti progressive, con testi di intensa vitalità e variazioni tonali e sonore mai scontate. LoM è il loro primo EP, un lavoro quasi cinematografico, fatto di canzoni che fanno evadere, tratteggiando immagini nella mente dell’ascoltatore, come succede con i film più riusciti e coinvolgenti. Ne abbiamo parlato con loro.

QUANTO VI SENTITE HYPFI? CIOÈ FATE MUSICA TRISTE MA SIETE PERSONE FELICI?
In realtà non pensiamo alla nostra musica come “triste”, piuttosto la sentiamo introspettiva, riflessiva, malinconica e nostalgica e altro ancora: quando componiamo le nostre canzoni seguiamo l’energia e le emozioni che viviamo mentre suoniamo. Venendo alla domanda, per rispondere bisogna prima dire cosa sia la felicità: secondo noi è uno stato dell’essere e dell’anima. Sono molteplici le situazioni e contesti ci si può sentire felici: per esempio un regalo o una sorpresa ricevuta; un concerto suonato davvero bene; il raggiungimento di un obiettivo o la realizzazione di un progetto; o quando capisci di amare una persona. Quindi sì, siamo felici perché stiamo realizzando questo progetto e facciamo musica, tra alti e bassi e nonostante le mille difficoltà che la vita ci presenta e che affrontiamo al meglio delle nostre capacità.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL VOSTRO ALBUM, LOM, E PERCHÉ?
La canzone è Hair. È ispirata dal ricordo di un’esperienza vissuta non molto tempo prima: un’esperienza di un lirismo, intensità e insieme senso di dramma fortissimi, che è stata troncata di netto dalle circostanze. La canzone cerca di rievocare e insieme di rivivere quel momento, sapendo che non tornerà più

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
La poesia è mia, perché racconta dell’importanza di tendere se stessi verso tutte le cose buone e belle della vita.

IN CHE MODO LA VOSTRA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non sappiamo bene come la nostra musica possa rendere felice chi l’ascolta. Ma dato che la musica è un linguaggio emozionale che entra in relazione con il sentire profondo e inconscio dell’essere, possiamo immaginare che chi ci ascolta possa sentire, vivere ed entrare in risonanza con le sensazioni e le emozioni che riusciamo a trasmettere. Se poi questa qualità di ascolto dovesse avere anche un effetto catartico, ne saremmo ben felici.

QUALI SONO LE VOSTRE TE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Geordie di Fabrizio De André, Streetcars di Synead O’Connor, Gone for Good dei Morphine.

Ecco LoM:

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