Via Vela è il nuovo EP di Mattia Faes, cantautore e polistrumentista nato e cresciuto a Milano tra pop, rock, folk e cantautorato, autore di brani delicati ed estroversi, leggeri ma sempre significativi. Questo lavoro nasce per essere il primo capitolo di una trilogia pensata per esplorare diverse sonorità, e qui ci si concentra sul bedroom pop, non lo-fi ma totalmente home recorded, impreziosito dalla sovraincisione di alcune parti per archi. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Sono una persona tendenzialmente felice che spesso scrive canzoni tristi, quindi mi sento abbastanza HypFi. In fondo penso che sia tutto parte dello stesso grande dipinto, tristezza e felicità si mescolano come i colori sulla tela. Luce e ombra si inseguono e abitano gli stessi spazi, non esiste una senza l’altra.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP, VIA VELA, E PERCHÉ?
Questo EP è la fotografia di un periodo particolarmente felice e spensierato della mia vita, a dispetto del caos che vorticava nel mondo fuori dal mio monolocale mentre componevo. La canzone più triste nonostante il suo groove è forse Domino, perché invece descrive quella dinamica di errori dei genitori che ricadono sui figli che scappano e diventano genitori a loro volta che sembra ripetersi all’infinito.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
Quella più allegra e spensierata è senza dubbio 40 m², ma direi che quella più felice è (spoiler alert) Lisa, felice perché racconta una storia di speranza con un bel lieto fine.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Quando scrivo musica e testi ci riverso dentro tutto il mio mondo emozionale, e spesso mi viene più spontaneo buttarci dentro le mie malinconie perché è da quella zona del mio cuore che parte la spinta creativa più forte. Questo processo ha ovviamente per me un potente effetto catartico, vivere fino in fondo le emozioni per poi lasciarle volare via è liberatorio. Spero che chi le ascolta viva una catarsi simmetrica alla mia!

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Questa è difficile, perché sono cresciuto ascoltando tanti cantautori depre. Se devo sceglierne tre vado con: The Blower’s Daughter di Damien Rice, John Wayne Gacy, Jr. di Sufjan Stevens, ed Everything Means Nothing To Me di Elliott Smith. C’è sempre tanta luce anche in queste canzoni piene di tristezza!

Ecco Via Vela:

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