Leandro è un cantante torinese classe 1994. Dopo l’esordio del 2019, ha pubblicato un nuovo album, Ego, in cui l’apporto cinematografico è stato fondamentale: attraverso celebri pellicole che spesso trattano e raccontano relazioni sentimentali di diverso genere e intensità, veniamo catapultati nel mezzo di un percorso sonoro e di scrittura che parte da una fase di iniziale infatuazione per finire in un circolo di segreti e annullamento personale pur di non fare un passo indietro. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Si, mi sento abbastanza HypFi! Però preferisco dire che la mia musica è malinconica più che triste, mi piace scavare a fondo dentro alle persone e vedere cosa ne esce, ma per farlo mi diverto moltissimo quindi la cosa mi rende felice.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, EGO, E PERCHÉ?
Sicuramente Foglie è quella, anche a livello di arrangiamento, più cupa del disco e racconta del distacco madre-figli in modo molto crudo ma allo stesso tempo sincero fino in fondo.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Prigione è quella più movimentata, dire felice trattando di un amore che porta alla follia sarebbe un controsenso, ma l’approccio un po’ più rock la rende sicuramente più gioiosa rispetto ad altri brani.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Se si riesce a leggere tra le righe di ogni canzone si può trovare un momento della nostra vita, un ricordo o anche solo uno spunto di riflessione e quindi, perchè no, sorridere su qualcosa che si è provato.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Ce ne sono una marea, mi limito a dire due dischi in particolare, uno italiano e uno estero che mi hanno emozionato fin dal primo ascolto: Una somma di piccole cose di Niccolò Fabi e Plans dei Death Cab For Cutie, due dischi di una delicatezza rara che hanno accompagnato momenti diversi della mia vita.

Ecco Ego:

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