Forse Danzica è il progetto di Matteo Rizzi, cantante e musicista bergamasco che ha pubblicato Lunaire, il suo primo EP che racconta con angoscia e rassegnazione il dolore per una relazione a distanza in bilico, attraverso atmosfere rarefatte, dolci e lunari che dialogano con un recupero di un’elettronica ricercata. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Non molto, tendenzialmente credo di fare musica triste e di avere un approccio alla vita piuttosto malinconico e rassegnato, in cui tendo a sminuire i successi e a generalizzare i fallimenti, ma ci sto lavorando giuro.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, LUNAIRE, E PERCHÉ?
Meteoropatika, perché è quella che più delle altre sta fuori da ogni liricizzazione eccessiva e da ogni metafora e in cui racconto le cose che più di tutte associo alla tristezza, ovvero la sensazione di essere soli al mondo e privi di orizzonti, che poi sono due modi di sentirsi insensati.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Porpora, perché nonostante parli di una sensazione di per sé spiacevole, come quella che si prova agli sgoccioli di un qualsiasi rapporto, quando si cerca di fare l’inverosimile per invertire il corso degli eventi e cercare di aggrapparsi a quello che resta di qualcosa che invece è platealmente finito, contiene anche la totale disposizione al sacrificio pur di conoscere i motivi di un silenzio o di una fine, e secondo me il voler conoscere è un atto d’amore gigante verso sé stessi.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Quando ascoltiamo o leggiamo qualcosa secondo me cerchiamo conferme di cose che pensiamo o percepiamo, quindi alla fine più che rendere felice qualcuno credo che tutto stia nella possibilità o meno di entrare in empatia e riuscire a dare queste conferme.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Vedrai Vedrai di Luigi Tenco, devastante, offrire a qualcuno speranza nel dolore quando probabilmente nemmeno tu sai da che parte girarti è la cosa più devastante che mi venga in mente. Poi Romeo & Juliet dei Dire Straits che mi fa piangere sistematicamente da dieci anni. E poi anche se è più recente credo che mi porterò dietro per tanto tempo I Need Nothing From You di Sega Bodega.

Ecco Lunaire:

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