La cantautrice romana Saera ha esordito con l’EP omonimo, riassumendo gli ultimi quattro anni in un’autobiografia musicale a bassa fedeltà con i feat. di Masamasa e Puertonico e la produzione di Winniedeputa. Sonorità R’n’b a influenze più pop, con una scrittura matura e una voce ammaliante, che ci trascina dentro atmosfere chill e avvolgenti: la fine dell’adolescenza, relazioni tossiche e nuove malinconie estive. Ne abbiamo parlato con lei.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Direi che la maggior parte delle volte scrivo in momenti tristi, ma tendenzialmente sono una persona felice.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP E PERCHÉ?
Posso dire con assoluta convinzione che il brano più triste è Questo posto fa male lo sai, perché mi ricordo benissimo il momento in cui l’ho scritto e quanto sentivo che mi stesse per crollare tutto addosso. Stava finendo qualcosa di importante e tutto quel peso l’ho lasciato in quel brano.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Per assurdo direi Tu sei, anche se provo più rabbia, ma credo anche che si capisca che è finito qualcosa ma non è più così importante come prima.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Tendenzialmente vorrei che le persone ballassero sui miei brani, e, di solito, se balli ti stai anche divertendo, a prescindere dalle parole.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
I Love You di Billie Eilish, Jealous di Labrinth e Godspeed di Frank Ocean (nella versione di James Blake).

Ecco Saera:

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.