Scirocco è un giovane cantante che viene dalla provincia di Napoli e ha pubblicato il suo ep d’esordio, Neppure la pioggia ha mani così piccole, un inno alle piccole emozioni quotidiane, capaci di dettare il passo verso la felicità. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Non credo di fare musica triste o felice, né tendenzialmente sono triste o felice. Diciamo che, però, c’è una bella corrispondenza fra quello che scrivo e quello che vivo, e quindi se sono triste e vi va di ascoltarmi sarebbe bene tenere lontani gli oggetti contundenti.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP, NEPPURE LA PIOGGIA HA MANI COSÌ PICCOLE, E PERCHÉ?
Ci sono pozzanghere di tristezza sparse un po’ ovunque. Ad esempio, “ma come fai ad essere il posto più lontano sulla terra?”, scrivo in Temporale, o, ancora, “c’è una guerra in atto in ogni appartamento” in Doppia Piazza. Diffusa ma equilibrata.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
Forse Temporale. Ma la felicità è sempre velata da una spessa coltre di malinconia: “l’odore della prima volta”, così esordisce il brano – che è una cosa felice – “, e poi prosegue con “quando mi hai detto non ho voglia di parlare” – la coltre di malinconia.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
La musica deve per forza renderci felici? L’unico modo possibile per pensare felice la mia musica è far finta che il testo non esista. L’obiettivo non è rendere felici, l’obiettivo è perdersi, ritrovarsi, gridare, avere un’esperienza.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Paolo di Brunori, Trovami un modo semplice per uscirne dei Verdena e Mida dei Quercia.

Ecco Neppure la pioggia ha mani così piccole:

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