Gabriele Dalena è un musicista pugliese che oggi vive a Milano: About Blank è il suo nome d’arte e anche il titolo del suo album d’esordio. Un lavoro sorprendentemente intimo, capace di spaziare da visioni psych ad aperture quasi ambient mettendo però sempre al centro la sua voce, stratificata o manipolata digitalmente. “Queste canzoni nascono come auto-terapia – racconta Gabriele – per cercare di sciogliere nodi, esprimere emozioni, sensazioni che il corpo aveva bisogno di tirar fuori”. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Felicità è anche ricercarla. Non si può esserlo sempre, sarebbe noioso altrimenti.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, ABOUT BLANK, E PERCHÉ?
Benvenuti, a voi la scelta. Probabilmente Graceless ma, ad essere sincero, devo ancora capir bene di cosa parla. Il verso “a branch on the ground, it’s not time for spring” (“un ramo per terra, non è tempo di primavera”) mi ha sempre fatto riflettere sul fatto che a volte non si può essere ciò che si vorrebbe.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Se per felice si può intendere anche speranzosa allora direi Ask The Flowers (“after the darkness there is always a sun” / “dopo l’oscurità c’è sempre un sole”)

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
In nessuno! Scherzo… forse. Per collegarmi alla domanda di prima, felicità può essere anche speranza e l’album ne è pieno.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Re:stacks dei Bon Iver, Alesund di Sun Kil Moon e Time Tonight di John Frusciante.

Ecco About Blank:

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