Tin Woodman è una band bresciana, formata da Simone Ferrari e Davide Chiari e Songs For Eternal Lovers è il loro secondo album, un lavoro eclettico negli spunti sonori, fatto di cantautorato pop-rock in cui tutto ruota attorno all’amore e alle sue coinvolgenti sfumature di senso, ai suoi peccati, tormenti e meraviglie. Ne abbiamo parlato con loro.

QUANTO VI SENTITE HYPFI? CIOÈ, FATE MUSICA TRISTE MA SIETE PERSONE FELICI?
D: Siamo persone che conoscono, a loro modo, la profondità che una canzone può raggiungere e di ciò ne siamo ben felici. La tristezza è solo un sentimento tra i tanti di cui parlare, la nostra è più una forma di “saudade” per come la intendono i portoghesi. Una nostalgia verso momenti, cose e persone che ci porta in un mondo di intima emozione e non ha assolutamente un’accezione negativa. Questa caratteristica entra ed esce spesso dalle nostre parole e note e noi cerchiamo solo l’effetto giusto per renderla stereo.
S: Alla fine è po’ il finale di Inside Out della Disney Pixar, no? Insomma, senza tristezza tutto il “Parco Sentimenti” si ritroverebbe povero e sghembo. La tristezza è un sentimento fondamentale, non il principale né l’unico da trattare. È un motore compositivo potente ma va sfruttato se e solo se mescolato con tutti gli altri. E, sì, appoggio ciò che dice Dave: è anche un canale per il raggiungimento di un’ intima emozione – aperto il canale, rendiamolo stereo.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL VOSTRO ALBUM, SONGS FOR ETERNAL LOVERS, E PERCHÉ?
D: Roverbot, la canzone che prende a calci le convinzioni ferme ed euclidee di un robot che pensa di essere perfetto e impeccabile in qualsiasi cosa. Dal momento in cui la scelta pone anche lui di fronte a delle rinunce nei confronti di affetti, e dal momento in cui gli vengono rivolte promesse che neanche un essere di latta può adempiere.
S: Anche Deezworld non scherza. Dipinge la società nel suo più becero lato discriminatorio, ma trasforma poi la tristezza in rivalsa psico-emotiva urlando con delicatezza che “you’re not alone in this world”.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
D & S: Tropicalia Woodie Resort, inno della libertà e della stravaganza indiscriminate e smodate. Senza alcun dubbio!

IN CHE MODO LA VOSTRA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
D & S: Non sentiamo la necessità di rendere, per forza, felici le persone che ci circondano. Sentiamo, invece, il sincero bisogno di consegnare al mondo un’opera vera e tangibile in cui immergersi e vivere il viaggio di cui abbiamo tracciato un vasto percorso. Se questo nostro bisogno dovesse riuscire a rendere felice anche solo una persona nel mondo, ne saremmo certamente molto orgogliosi!

QUALI SONO LE VOSTRE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
D: The Great Gig In The Sky dei Pink Floyd, Celluloid Heroes dei Kinks, The Rain Song dei Led Zeppelin.
S: Lua dei Bright Eyes, How To Fight Loneliness dei Wilco, Both Sides Now di Joni Mitchell.

Ecco Songs for Eternal Lovers:

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