Atto Seguente è il progetto solista del musicista beneventano Andrea Vernillo: partendo dal pianoforte fino ad arrivare all’elettronica ha pubblicato The Moment Before, il suo album d’esordio, un lavoro che mescola i generi per raccontare la storia di un viaggio, che da reale si fa metaforico. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Forse poco. Non sono una persona triste ma neanche il contrario. Come tutti vivo momenti che portano un sorriso e altri invece l’opposto. Posso dire però che mi sento più ispirato nei brutti momenti, perché nei belli non penso ad altro che godermeli.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP, THE MOMENT BEFORE, E PERCHÉ?
Sicuramente Memorie di un Soccombente. Il suono del pianoforte così disteso e quello delle meccaniche basta per renderlo abbastanza triste. Se poi aggiungiamo anche il fatto che tematicamente colloca il protagonista dell’EP in solitudine e perso nei ricordi infelici, allora creiamo un mix di depressione e vista offuscata.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’EP?
Più che felice direi la meno triste. In questo caso è Where I Am. Gli arpeggi non sembrano dare l’impressione di un brano infelice, anzi personalmente mi da una sensazione di pacatezza, di rilassamento ma con gli occhi vigili. Non a caso nella seconda parte la voce e le distorsioni interrompono l’atmosfera e contrastano la prima impressione.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non mi aspetto di rendere felice nessuno, ma neanche triste. Diciamo che il concept di questo primo EP è tutt’altro che felice e non posso promettere un repentino cambio di rotta nei prossimi lavori, però non ha lo scopo di intristire chi lo ascolta. Se ciò avviene non posso essere che contento perché avrei in ogni caso smosso un sentimento. Allo stesso modo se capita il contrario, cioè se qualcuno è felice ascoltandolo. Però non so in che modo potrebbe avvenire.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
In prima posizione sicuramente 4 Minute Warning dei Radiohead. In effetti potrei inserire solo i Radiohead per questa domanda, ma ultimamente con qualche nuovo ascolto mi sono imbattuto in Doomed di Moses Sumney che inserisco sicuramente tra le tre. Come ultima direi assolutamente Adagio for Strings op 11 di Barber che è qualcosa di struggente.

Ecco The Moment Before:

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